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Formazione

19 Aprile 2019

Le giuste risposte da dare per emergere in un colloquio di lavoro

Quando affrontiamo un colloquio di lavoro intendiamo ovviamente catturare l’attenzione, molti lo fanno con stratagemmi particolari come ad esempio indossare una cravatta o degli accessori molto appariscenti, oppure avere un insolito modo di porsi e di esprimersi, ma la tecnica più efficace è quella meno utilizzata: dare risposte ‘ad effetto’ alle domande più comuni. Ma che l’effetto sia buono! la voglia di emergere in un colloquio non ci deve portare a fare scivoloni con esagerazioni, o discorsi, atteggiamenti e abiti fuori luogo, tutto deve essere misurato, autentico, trasmettere ‘good vibes’.

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15 Aprile 2019

Laurea e lavoro, i profili ‘ibridi’ sono quelli che serviranno sempre di più

Per una volta parliamo di noi, o meglio di ‘laurea e lavoro’ all’interno del Gruppo Digital360, di cui anche University2Business fa parte. Perché lo facciamo? Diciamo che ci offre l’occasione un servizio andato in onda sul TG1 in cui viene intervistato il nostro amministratore delegato Andrea Rangone per parlare di ‘lauree e lavoro’ al giorno d’oggi. Il gruppo Digital360 è un esempio di azienda calata nell’innovazione e nel digitale, con circa 200 dipendenti e collaboratori, che offre lavoro a tantissimi giovani, laureati nelle più differenti discipline, ma accomunati da…

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5 Aprile 2019

Personal branding, perché pensarci subito e i principali errori da evitare

Personal branding, o personal brand, è un tema oggi molto importante e a cui tutti dovrebbero prestare attenzione, soprattutto nell’ottica della ricerca del lavoro. Cosa si intende esattamente con questa definizione? In cosa consiste, a chi serve, e come possiamo migliorarlo? Vedremo in questo articolo come possiamo definire il personal brand e perché bisogna cominciare subito a considerare questo aspetto della nostra identità digitale come una leva per indirizzare il nostro percorso lavorativo nella giusta direzione. Vedremo anche quali sono gli errori da evitare nel ‘costruire’ il proprio personal brand.

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21 Marzo 2019

Professionista dei dati: cosa fa e quanto guadagna il data analyst

Tra i professionisti dei dati, oltre alla figura del scientist sta emergendo quella del data analyst. Nel 2018, secondo i dati degli Osservatori Digital Innovation, il Data Analyst è presente nel 56% delle grandi aziende italiane e si prevede che la percentuale raggiungerà il 75% entro la fine del 2019. Vediamo allora di cosa si occupa questo tipo di professionista digitale, le differenze rispetto al data scientist, quanto può guadagnare e quale tipo di studi sono più indicati per svolgere questo lavoro.

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20 Marzo 2019

Fare carriera come data scientist: di cosa si occupa questo professionista digitale

Tra le figure professionali oggi più richieste dalle aziende di tutto il mondo c’è il data scientist, cioè lo specialista nell’analisi e l’interpretazione dei dati grezzi in funzione a un certo obiettivo che nelle aziende è di business e servizio. Una figura che la prestigiosa rivista Harvard Business Review ha definito la professione più sexy del 21° secolo. Vediamo di cosa si occupa questa nuova figura professionale, il suo percorso di studi e quanto può guadagnare.

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26 Febbraio 2019

Microsoft, così aiuta i giovani ad acquisire le competenze per i lavori del futuro

Microsoft con il progetto ‘Ambizione Italia ‘ punta a coinvolgere entro il 2020 oltre 2 milioni di giovani, studenti, NEET (not engaged in education, employment or training) e professionisti in tutta Italia, formando oltre 500mila persone e certificando 50mila professionisti. “È indispensabile quindi investire nella formazione avanzata e aiutare i nostri giovani ad acquisire quelle competenze che serviranno per i lavori del futuro” dice Silvia Candiani, amministratore delegato di Microsoft Italia.

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15 Febbraio 2019

Laurea in filosofia, ecco cosa rispondere a chi ti dice che non serve a niente

Sono un practical philosopher e le aziende sono in fila alla porta per lavorare con me. Questo si può rispondere a quelli che ancora sono perplessi sulla utilità di una laurea come quella in filosofia.  L’ultima tendenza nelle aziende delle Silicon Valley e che comincia a dilagare in tutto il mondo è reclutare laureati in filosofia come manager o per consulenze esterne. Si chiamano appunto  “practical philosophers”, o CPO (Chief Philosophy Officer), e sono destinati ad avere una grande influenza nella cultura aziendale, scansando i numeri per rimettere al centro l’uomo. Ecco l’identikit di questa nuova figura manageriale.

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14 Febbraio 2019

Competenze trasversali, la rivincita delle soft skill

La veloce trasformazione del mondo del lavoro in corso in questi ultimi anni continuerà ancora nel futuro e ciò rende difficile individuare quali competenze specifiche (o hard skill) saranno effettivamente importanti poiché è strettamente connesso ai profili professionali emergenti, sui quali vi sono molti punti interrogativi. In questo scenario si assiste oggi a quella che potremmo definire ‘la rivincita delle soft skill‘: il termine soft skill non è nuovissimo, ha cominciato a essere utilizzato negli anni ’60, ma le competenze cui si riferisce sono state per tanto tempo considerate ancillari rispetto alle più solide hard skill. Visione ormai obsoleta.

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12 Febbraio 2019

Intelligenza Artificiale senza pregiudizi grazie a modelli neutrali e peer-review

In che modo è possibile evitare che l’intelligenza artificiale erediti gli stessi pregiudizi di chi la programma? Ha provato a rispondere Cinzia Celeri, studentessa in Ingegneria Gestionale all’Università degli Studi di Bergamo, autrice dell’articolo che segue  con il quale è arrivata finalista nella categoria ‘Future Vision’ alla prima edizione della Disruptor Challenge, il contest di University2Business dedicato a universitari e neolaureati. Il testo di Cinzia intitolato ‘OMNI’ ha colpito per la sua originalità espositiva e la chiara visione del problema ‘responsible AI’ (tema del contest nel quale ha gareggiato). Da qui in avanti, parla Cinzia!

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