Studiare costa: la fatica sui libri è quella di sempre, ma il peso economico cresce, specialmente se si vuole studiare al Nord. Secondo un’indagine di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con 350 agenzie, il costo medio dei posti letto nelle città universitarie italiane è di 234 euro ed cresciuto nell’ultimo anno del 4%, specie le stanze singole (+5%). Impennata del costo dei posti letto a Genova (+29%) e incrementi a 2 cifre anche Bologna e Torino (+11% ciascuna). Cali più significativi si sono registrati a Catania (-17%), Perugia (-11%),  Palermo (-10%) e anche a Roma (-10%).

Insomma, mantenersi al Nord costa di più, dove nel 2017 rispetto al 2016 si sono toccati incrementi del 30%, mentre nel Centro Sud i prezzi scendono fino al 20%.

“Quest’andamento dei prezzi – spiega Isabella Tulipano dell’ufficio studi di Solo Affitti – rispecchia gli spostamenti della popolazione studentesca nel nostro Paese, che sempre più spesso lascia le città del Sud per trasferirsi nei centri universitari del Nord, facendo crescere la domanda di posti letto e di conseguenza i prezzi”.

I prezzi città per città

Solo Affitti ha rilevato i posti letto più cari d’Italia a Milano, dove a fronte di un costo medio di 419 euro (+6%), si arrivano a pagare 525 euro per la stanza singola e circa 313 euro per una doppia. A Roma, dove il costo medio del posto letto è sceso di 36 euro, una stanza singola costa agli studenti universitari 398 euro. Nella Capitale si pagano attorno ai 240 euro per un posto letto in stanza doppia e circa 200 per uno in tripla.

L’esborso richiesto per una stanza singola a Bologna è di 342 euro, poco più che a Firenze (333 euro), dove rispetto allo scorso anno il costo medio del posto letto è cresciuto dell’8% a 272 euro. Secondo Solo Affitti a Siena per una stanza si pagano mediamente 260 euro a studente (-5%), con una punta massima di circa 300 euro per la singola e una minima di 220 euro per la doppia. Una stanza in affitto per gli studenti fuori sede di Torino costa circa 245 euro, con una spesa che arriva attorno ai 303 euro per la singola e ai 203 euro per la stanza doppia. Nessuna variazione rilevante di prezzo è stata riscontrata a Bari, dove il costo della stanza singola è di 250 e quello del posto letto in stanza doppia di 150 euro.

I contratti utilizzati

Il contratto a canone concordato è il più utilizzato nelle locazioni per studenti universitari: si applica in quasi un caso su 2 (46%) ma non in quelle città dove gli accordi territoriali tra rappresentanti di inquilini e proprietari non sono stati aggiornati o in quelle dove i canoni concordati risultano troppo bassi rispetto alle medie di mercato, come avviene ad esempio a Milano. Il contratto transitorio è utilizzato in quasi un caso su 5 (17%), con punte massime del 90% a Perugia e del 70% a Catania e Palermo. Trova applicazione solo nel 14% dei casi il contratto libero 4+4, che continua a essere particolarmente apprezzato a Milano (75%). Trascurabile l’utilizzo del contratto di posto letto (7%), anche se a Bari sembra andare per la maggiore (70%).

Solo Affitti ha anche rilevato che per gli studenti alla ricerca di un posto letto la vicinanza dell’appartamento all’università (81%) è più importante della vicinanza ai mezzi pubblici e della disponibilità della stanza singola (62% ciascuna). L’arredamento moderno è richiesto nel 44% dei casi, mentre non è ritenuta fondamentale la presenza nell’appartamento di inquilini dello stesso sesso (12%) o la disponibilità del condizionatore (3%).

Il costo per il mantenimento dello studente fuori sede non si esaurisce con l’alloggio, bisogna predenre in considerazione altri elementi come il costo dell’Università, i mezzi pubblici, i pasti, e anche cose più amene, ma importanti, come ad esempio il costo di una birra. Ne avevamo parlato in questo articolo che confrontava diverse città universitarie europee, tra le quali Milano e Roma risultano certamente non low-cost, ma nemmeno tra le più care.