Università e Lavoro

2 Dicembre 2020

Elmec “Offriamo ai talenti formazione, valori condivisi e un ambiente a misura di persona”

Secondo il nuovo studio del World Economic Forum, ‘The Future of Jobs 2020’, entro il 2025 il pensiero analitico, la creatività, le capacità di auto-apprendimento e problem solving diventeranno le principali competenze richieste sul posto di lavoro; il settore dei dati e l’intelligenza artificiale, la creazione di contenuti per il digitale e il cloud computing saranno le principali aree di riferimento per le professioni emergenti.

 

Si trova perfettamente concorde con questa previsione Elmec, Tech company italiana che ha sede a Brunello (Varese), settecento dipendenti ‘appassionati e valorizzati’ e un’attenzione particolare all’attrazione di nuovi talenti in azienda,  in particolare i neolaureati e laureati in discipline scientifiche STEM (Scienze, Tecnologie, Ingegneria e Matematica).

“Far parte di Elmec significa entrare in un gruppo in cui tutte le persone insieme riescono a fare cose straordinarie, in modo straordinario, in un clima di fiducia reciproca tra azienda e collaboratori. – dice Alessandro Ballerio, Amministratore Delegato – Il nostro modo di lavorare presuppone un sano lavoro di squadra e una grande passione. È uno dei tratti distintivi della nostra realtà. Ci piace valorizzare chi ha voglia di imparare, curiosità, desiderio di far crescere le proprie competenze tecnologiche e le attitudini personali. Per noi è fondamentale la capacità di lavorare in squadra: per farlo servono motivazione, impegno e passione per ciò che si fa. È solo se ci sono tutti questi elementi che si crea un effetto “moltiplicatore”, di cui beneficiano l’azienda, i dipendenti e i clienti”.

La formazione continua, indicata anche dal nuovo report del WEF tra gli elementi di attenzione pensando al futuro del lavoro, è un tema molto caro ad Elmec ed è alla base del successo di questa società da sempre. In ambito tecnologico è una strategia fondamentale per rimanere competitivi e innovativi sul mercato, soprattutto se si vuole mantenere anche il controllo sulla qualità dei risultati e far crescere le proprie persone. Queste scelte fanno parte delle strategie di un’azienda, ma anche di una cultura aziendale che realmente vede nei suoi dipendenti il suo più grande capitale.

“Elmec crede nelle potenzialità di ogni persona e nella diversità come opportunità di crescita. – afferma Nicola Ciniero, Consigliere di Amministrazione Elmec – Qui le persone sono inserite in un percorso di crescita strutturato, perché vogliamo che arrivino rapidamente a un alto livello di competenze. Questo è un valore innanzitutto per il lavoratore: è un bagaglio di conoscenze che arricchisce e fa crescere, anche perché accanto alla formazione tradizionale da noi l’esperienza si fa direttamente sul campo, lavorando per i clienti e a stretto contatto con i colleghi, mettendosi continuamente in gioco e superando i propri limiti…Anche sbagliando, perché solo chi fa sbaglia ed è così che si impara”.

Per i talenti neoassunti che dimostrano di avere alto potenziale Elmec ha ideato un percorso che si affianca alla formazione tradizionale: «Alcuni dipendenti hanno la possibilità di usufruire di un budget per l’autoformazione – racconta Ballerio – e sono stati inseriti in un programma di mentorship interno. Siamo convinti che mettere in contatto il personale giovane con quello che ha più esperienza e conosce bene i valori, le tecnologie e i servizi della nostra azienda sia un’importante occasione di crescita».

L’impegno di Elmec nella formazione comincia, in verità, già prima che i potenziali candidati e candidate diventino i propri dipendenti: attraverso il programma Elmec4Edu, la società affianca istituzioni scolastiche, docenti e studenti con stage, lezioni frontali, borse di studio, supporto per la tesi aiutando le persone motivate a consolidare la propria formazione tecnologica. A studenti e studentesse universitari offre un supporto valido anche nella realizzazione della tesi di laurea con la possibilità di scrivere il proprio elaborato direttamente in azienda, con informazioni di prima mano, casi di studio, dati (qui puoi scoprire chi ha già fatto questa esperienza).

Elmec ha rivisto il processo di selezione organizzando la parte di colloqui individuali con il management e le Risorse Umane interamente da remoto, tranne che nella fase finale. Ha inoltre intensificato nel periodo estivo – là dove l’emergenza sanitaria lo ha permesso – attività di assessment volte a valutare le competenze “soft” dei candidati quali la flessibilità, le capacità relazionali e di adattamento necessarie per lavorare con efficienza e successo nei nuovi scenari organizzativi.

Dopo l’assunzione e una volta pianificato il percorso di “on boarding” in smart working, Elmec – consapevole dell’importanza dell’ufficio quale luogo di incontro, confronto e crescita della comunità aziendale – ha introdotto i neo assunti anche all’interno del contesto “fisico” aziendale agevolando l’incontro tra colleghi, creando nuovi spazi per la collaborazione realizzati seguendo le normative vigenti e secondo i massimi standard per la sicurezza e il distanziamento. L’obiettivo è stato quello di facilitare ulteriormente la relazione e i momenti collaborativi e il trasferimento di competenze attraverso le attività di affiancamento.

Ma la formazione non è tutto. Tra i valori che Elmec condivide con i dipendenti ci sono l’attenzione al work-life balance e alla sostenibilità. “Ci rendiamo conto che oggi il benessere lavorativo dei dipendenti è centrale. Ecco perché crediamo molto nel work-life balance. Non a caso è uno dei principi cardine del nostro progetto “Life@Elmec”, che mette a disposizione di chi lavora da noi i migliori strumenti, promuove il bilanciamento tra lavoro e vita privata e prevede numerose iniziative di welfare aziendale”, spiega ancora l’Amministratore Delegato. “Il work-life balance per noi è un valore, non un semplice elenco di benefit. Inoltre, con i nostri dipendenti ci piace condividere tutte le nostre iniziative di responsabilità sociale, ad esempio recentemente hanno accolto con entusiasmo il progetto “plastic aware” che coinvolge tutte le sedi del gruppo per favorire l’eliminazione della plastica, abbiamo incentivato prima della pandemia lo smart working. Per il prossimo anno vogliamo ridurre ulteriormente le emissioni di gas serra; incoraggiare attività di volontariato d’impresa; portare avanti il percorso già intrapreso di riduzione dell’utilizzo della plastica e ottimizzare l’impatto energetico. E, augurandoci di poter tornare presto alla normalità, partecipiamo responsabilmente alle iniziative di lotta al Covid, coinvolgendo i dipendenti in una campagna volontaria di screening”.

16 Ottobre 2020

L’app che trasforma il tuo profilo in un CV digitale

Tutored, startup nata a Roma che vi avevamo presentato qui, sta diventando sempre più importante. Adesso ha appena rilasciato la sua nuova App mobile che è davvero molto interessante e soprattutto ti permette di trasformare il tuo profilo in un CV digitale, da inviare o stampare. (nella foto il fondatore di Tutored Gabriele Giugliano).

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1 Giugno 2020

Ecco lo storico esame di maturità del 2020, l’anno del coronavirus

Quest’anno scolastico è cominciato come tanti altri, speciale certamente per quelli del quinto anno, ma nessuno si sarebbe immaginato che sarebbe diventato un esame storico. Il coronavirus ha investito come uno tzunami la scuola all’inizio del secondo quadrimestre e anche il fatidico ‘Esame di Maturità’ sarà molto diverso da come è sempre stato. E probabilmente rimarrà un unicum. Ma come sarà veramente? (aggiornato al 2 giugno)

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17 Settembre 2019

Competenze imprenditoriali, cosa sono veramente

Mindset imprenditoriale, competenze imprenditoriali, imprenditorialità, sono oggi al centro del dibattito nel mondo del lavoro. Ma cosa si intende effettivamente quando si parla di ‘competenze imprenditoriali?’ Esiste una lista? Queste competenze possono essere apprese? E perché se ne parla tanto? In questo articolo cercheremo di rispondere a queste e altre domande.

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24 Maggio 2019

Professioni industriali, come si evolvono con l’industria 4.0

Progettista, responsabile e tecnico di manutenzione, tecnico assistenza, specialista della supply chain: ecco 5 professioni industriali tipiche. Cosa ne sarà di loro nell’industria 4.0? Esisteranno ancora o si trasformeranno? La ricerca  “Il lavoro a Milano” di Assolombarda, Cgil, Cisl e Uil, ha tra le altre cose, provato a capire, parlando con gli esperti del settore di moltissime aziende, in che modo questi lavori si stanno evolvendo e il ruolo delle competenze digitali.

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24 Aprile 2019

Lavorare nelle startup, 120 posti per neolaureati da Start2impact e Binario F (Facebook)

Al via il programma di formazione digitale e job placement lanciato da Facebook e Start2impact, startup innovativa a vocazione sociale. Sono 120 i posti di lavoro all’interno di startup a impatto sociale che saranno messi a disposizione a coloro che parteciperanno al programma di formazione sulle competenze digitali e che avranno acquisito le skill richieste in ambito programmazione web, marketing digitale e dell’UX/UI Design. Se ti piacerebbe lavorare in una startup, questa è l’occasione giusta!

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5 Aprile 2019

Come cambia il lavoro nel settore automobilistico, ecco 5 professioni emergenti (e digitali)

Se il settore aumobilistico ti affascina, devi sapere che anche in questo ambito il digitale avanza non solo a bordo dell’auto, ma nelle professioni legate di questa filiera industriale, che va dalla fabbrica fino alla vendita. Sotto il profilo produttivo la trasformazione digitale ha portato a ripensare i processi produttivi e i modelli di auto (si pensi aindustria 4.0, all’auto connessa, al car design, all’auto elettrica), ma anche il settore vendite sta cambiando e ‘inventa’ nuove figure professionali. Il concessionario non è più quello di una volta, ma il digital non sta sopprimendo posti di lavoro, anzi.

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25 Luglio 2018

Previsioni occupazionali 2018-2022, servono 200mila laureati

Nel quinquennio appena cominciato le previsioni dicono che in Italia  ci sarà una diminuzione nel numero di laureati, conseguente a un calo delle immatricolazioni. Il mercato del lavoro, però, richiede più personale ‘high skill’, cioè più laureati e in particolare sono richiesti determinati titoli di studio. Insomma, hanno ragione i genitori quando dicono ‘prenditi la laurea per trovare lavoro’, ma bisogna scegliere con cura la facoltà e i dati di un recente rapporto ci aiutano a farlo.

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28 Marzo 2018

Millennials e lavoro, solo 4 su 10 pronti a trasferirsi all’estero

A dirlo una ricerca Eurostat, l’agenzia statistica europea, che ha voluto sondare la mobilità nel mercato del lavoro europeo nei giovani tra i 20 e 34 anni. Mediamente, tra i Paesi europei,  il 50% degli inoccupati è riluttante a spostarsi per inseguire un lavoro: dei restanti, il 21% lo farebbe ma solo all’interno del suo Paese, il 12% potrebbe farlo ma in uno Stato dell’Unione, il 17% è disposto anche ad andare fuori dall’Europa.

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