Uno dei dubbi più frequenti tra i giovani che si affacciano al mondo del lavoro è quello di chiedersi se si vuole lavorare in un’azienda, cioè alle dipendenze altrui, o se si vuole “lavorare in proprio”, mettendo in piedi un’attività, una società, una startup. Certamente fare esperienza in entrambe le direzioni è positivo e formativo. Ma c’è anche una terza possibilità, fare entrambe le cose diventendo “intrapreneur”. E potresti averne la stoffa.

Non è una vera e propria professione, è piuttosto un modo di pensare e di agire nell’ambito di un lavoro aziendale, quindi di un lavoro dipendente. E sono sempre di più le aziende che cercano di trasformare i propri dipendenti in “intrapreneur” o che, in fase di recruiting, cercano persone con mindset imprenditoriale e magari esperienza in startup. Perchè sono così importanti gli intrapreneur per le aziende? Perchè sono dei change maker.

Se ti stai chiedendo cosa vuole dire “intrapreneur” vogliamo provare a spiegartelo con un veloce identikit,  ispirato dall’articolo “Chi è l’intrapreneur e perché uno startupper può diventarlo” pubblicato da Startupbusiness, il sito italiano dedicato al mondo startup e imprenditorialità .

 

I 9 poteri dell’intrapreneur

1 – è costantemente orientato al raggiungimento degli obiettivi e non al mero assolvimento dei suoi compiti

2 – molto motivato, propositivo, genera idee e progettualità innovative per metterle a disposizione dell’azienda per la quale lavora, fino anche al punto di sviluppare internamente un progetto di startup

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3 – è una persona che applica il “learning by doing”: svolge ogni tipo di mansione richiesta dal raggiungimento degli obiettivi, a prescindere dai “job title”

4 – reagisce positivamente alle nuove sfide, propone soluzioni e si impegna nella loro realizzazione

 

 

5 – non ha paura del fallimento, è positivo e trasmette fiducia

6 – mette al primo posto l’obiettivo dell’azienda e non il proprio ego

7 – sa costruire e gestire un team di lavoro, condividere informazioni, dubbi, sa ascoltare e sa mediare

8 – è persuasivo, ha una passione contagiosa, entusiasmo e lo sa comunicare

9 – è convinto del proprio progetto, tanto da riuscire a difenderlo contro le rimostranze del management aziendale meno innovativo; ma è anche realistico, non si ostina su un’idea che si dimostra irrealizzabile o non strategica per l’azienda

Ti riconosci in queste caratteristiche? Hai le doti giuste per diventare un intrapreneur! Se hai anche delle idee giuste e trovi l’azienda che sappia apprezzarle, sei a cavallo.

Ultima chicca: hai presente il client di posta più utilizzato al mondo, ovvero Gmail? E’ stato inventato da Paul Buchheit, dipendente di Google, che come azienda stimola tutti i suoi dipendenti a dedicare parte del loro tempo lavorativo nello sviluppo di nuovi progetti, cioè stimola l’intrapreneurship.

 

 

 

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