Università e Lavoro

20 Dicembre 2021

Tempo indeterminato e multinazionali, ma il tempo libero vince sui salari. Ecco a cosa aspira la Gen Z

La Gen Z si affaccia al mondo del lavoro e lo fa aspirando alle multinazionali, che offrono servizi e tool digitali professionali, e a un contratto a tempo indeterminato. Il tempo libero rimane, però, un bene prezioso per il quale si è disposti a guadagnare meno. Sono questi i risultati che emergono dalla ricerca commissionata da ServiceNow, azienda che opera nel campo della gestione di workflow digitali.

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29 Novembre 2021

Riscatto della laurea, lo strumento per valorizzare gli anni di studio guardando al futuro

Il riscatto della laurea permette di convertire gli anni dedicati allo studio universitario in effettivi anni di contribuzione. Scopriamo insieme di cose si tratta nello specifico e cosa si deve fare per ottenerlo.

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15 Novembre 2021

Le ultime tendenze nell’employer branding, ovvero: cosa cercano oggi i giovani talenti

Quali sono le caratteristiche del datore di lavoro che convincono di più i giovani studenti quando pensano alla loro occupazione futura, e quale azienda risulta essere la più ammirata, e quindi ambita? A queste domande risponde il report di Universum, la società di ricerca globale che indaga sulle ultime tendenze nell’employer branding.

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5 Novembre 2021

Creating a great Startup: dal Politecnico di Torino un percorso per diventare imprenditori innovativi. Il racconto di chi l’ha fatto

Far imparare ai giovani come trasformare un’idea in un business sostenibile e quale strada seguire per diventare imprenditori innovativi domani. È questo l’obiettivo verso il quale ha puntato il Politecnico di Torino organizzando la prima edizione di CAST – Creating A great Startup, la Summer School, organizzata in collaborazione con l’Entrepreneurship and Innovation Centre (EIC) del Politecnico di Torino, che per tre settimane ha tenuto impegnati in lezioni e workshop interattivi 30 studenti dei corsi di laurea magistrale e di dottorato dell’ateneo piemontese e delle università partner di Unite!, il network universitario per l’innovazione, la tecnologia e l’ingegneria che riunisce, oltre al Politecnico di Torino, la Technical University of Darmstadt, la Aalto University, la Grenoble INP Graduate school of Engineering and Management, il KTH Royal Institute of Technology, la Universidade de Lisboa, la Universitat Politècnica de Catalunya.

L’importanza di apprendere le skill per diventare imprenditori innovativi

Divisi in sei gruppi, i giovani studenti selezionati (67% iscritti ai corsi di laurea magistrale e 33% dottorandi, provenienti da diverse aree dell’ingegneria e dell’architettura) hanno avuto modo di lavorare su idee da loro proposte o su tecnologie brevettate dall’Ateneo confrontandosi con tutti quegli elementi, teorici e pratici, che caratterizzano lo sviluppo di un’idea imprenditoriale. Il percorso è stato infatti pensato per fornire le competenze adeguate alla creazione di startup, quali consapevolezza, mentalità e abilità imprenditoriali, nonché comportamenti innovativi come il digital team work e la virtual communication. È solo con queste skill infatti che si può diventare imprenditori innovativi.

CAMELOT, il progetto vincitore della prima edizione di “Creating a great Startup”

Alla fine del percorso i team hanno presentato i loro elaborati a una giuria composta da personalità locali e internazionali del mondo imprenditoriale. Ad essere premiato è stato il progetto CAMELOT (struCturAl ModEL cOrroboration Toolbox) realizzato dal gruppo composto da Serena Campioli, Giorgia Coletta, Gaetano Miraglia, Davide Pederbelli, Amair Revilla e Riccardo Valpiani, che ha saputo sviluppare un’idea imprenditoriale potenzialmente capace di creare valore per l’ecosistema locale.

Ci siamo fatti raccontare questa esperienza direttamente dalla voce della leader del gruppo CAMELOT Serena (studentessa del corso di laurea magistrale in Ingegneria Aerospaziale con specializzazione in Spazio), che insieme a Giorgia (iscritta ad ingegneria civile Giorgia è ingegnere civile, dottoranda in Beni Architettonici e Paesaggistici) rappresenta idealmente la quota rosa del gruppo dimostrando come le materie STEM non sono ad appannaggio solo dei ragazzi.

Serena, come avete saputo che c’era l’opportunità di partecipare alla CAST Summer School?

«Amair, Davide, Riccardo e io siamo venuti a conoscenza della CAST Summer School tramite i servizi offerti al Politecnico, ovvero e-mail, portale web e profilo ufficiale LinkedIn; mentre Gaetano e Giorgia l’hanno saputo tramite i servizi offerti dall’Area Trasferimento Tecnologico e Relazioni con l’Industria (TRIN), essendo due tra gli inventori del progetto CAMELOT all’interno del DISEG (Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica). CAMELOT, infatti, rientra tra quei progetti portati avanti durante la Summer School in quanto già avviati dall’Ateneo».

Come vi siete incontrati e, soprattutto, come è stato formato il gruppo di lavoro?

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«Mentre Giorgia e Gaetano, come dicevamo, lavorano nello stesso gruppo di ricerca l’EED (Earthquake Engineering and Dynamics) Lab e collaborano da circa tre anni, Amair, Davide, Riccardo e io ci siamo conosciuti nella CAST Summer School. Dopo le presentazioni dei progetti, ci è stato fornito un Doodle per esprimere la preferenza di appartenenza ai diversi gruppi e così tutti e sei abbiamo scelto di lavorare su CAMELOT. Sin da subito abbiamo utilizzato le tecnologie a nostra disposizione per poter parlare e scambiare informazioni più velocemente: abbiamo creato un gruppo Telegram e poi abbiamo organizzato diverse chiamate Zoom o Skype per conoscerci meglio e lavorare a distanza».

Come nasce il vostro progetto e quali sono i suoi obiettivi?

«L’EED Lab lavora da anni sulle tematiche del monitoraggio strutturale dinamico e, sotto la guida del professor Rosario Ceravolo, si è deciso di concretizzare anni di ricerca all’interno di uno strumento/software che fosse in grado di fornire una soluzione innovativa per il monitoraggio della salute strutturale di edifici e grandi strutture/infrastrutture civili.

All’interno della CAST Summer School, il nostro team ha delineato il business model e definito la soluzione da immettere sul mercato. CAMELOT ha l’obiettivo di supportare ingegneri e tecnici nelle fasi di “decision making”, proprio come gli strumenti diagnostici supportano i medici. Nel nostro caso i pazienti sono le grandi strutture e infrastrutture civili».

Come l’università vi ha supportato nella realizzazione del progetto?

«In un primo momento a seguirci è stato l’ufficio del trasferimento tecnologico e successivamente, con la partecipazione alla Summer School, abbiamo collaborato con alcuni mentor e tutor, tra cui Giulio Perotti e Alice Rosiello, e abbiamo avuto il supporto di professori e personalità importanti dell’ambiente, tra cui Gigi Wang (Industry Fellow UC Berkeley), la professoressa Alessandra Colombelli, il professor Emilio Paolucci, il dottor Shiva Loccisano (direttore dell’ufficio trasferimento tecnologico del Politecnico) e l’inventore di CAMELOT, il professor Rosario Ceravolo. Con mentor e tutor abbiamo avuto la possibilità di effettuare videochiamate e riunioni per risolvere i nostri dubbi, confrontarci e ricevere dei feedback sul lavoro svolto. Inoltre, Alice Rosiello ci ha aiutati sugli aspetti tecnici ed è sempre stata presente in ogni videochiamata, essendo anche lei nel gruppo Telegram».

Prossimo step dopo il primo posto alla Summer School?

«A seguito della premiazione del nostro progetto nella prima edizione della CAST Summer School abbiamo in programma di depositare il brevetto e di realizzare un business plan per lanciare la nostra soluzione sul mercato. Parallelamente si effettuerà una fase di ricerca di fondi per proseguire con le attività del progetto.
Se CAMELOT avrà successo, e ne siamo certi, sarà virtualmente possibile dare voce a tutte quelle strutture e infrastrutture che sono in pericolo e hanno bisogno di interventi urgenti. In altre parole, le strutture avranno finalmente la possibilità di comunicare dei sintomi, come farebbe un paziente con il proprio medico».

1 Settembre 2021

LAB, dalla collaborazione tra aziende e università un progetto di open innovation che valorizza i talenti

Il futuro è di chi ha un grande passato”. Così recitava lo spot della nuova Alfa Romeo Giulietta Sprint qualche anno fa, ed è proprio dal suo glorioso passato che l’area di Porto Marghera vuole trovare la forza per rinascere nell’era della quarta rivoluzione industriale caratterizzata da iper-automazione e iper-connettività.

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27 Maggio 2021

Nativi digitali e mondo del lavoro: che cosa cercano i giovani e qual è il loro impatto economico?

I Millennial e i Gen Z sono la prima generazione nativa digitale e oggi costituiscono la maggioranza della forza lavoro mondiale. Si tratta di giovani lavoratori diversi dalle generazioni precedenti perché sin dalla loro nascita hanno vissuto in un modo in cui la tecnologia fa parte della quotidianità.

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16 Aprile 2021

Dopo un master post-laurea stipendi più alti e possibilità di carriera

Frequentare un master è la strada più veloce per imboccare una carriera promettente, lo rivelano gli studi sui giovani occupati, ma andiamo per ordine. Conseguita la laurea (triennale o magistrale) ci si trova spesso a interrogarsi su cosa fare: buttarsi nel mondo del lavoro o proseguire ulteriormente negli studi?

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13 Aprile 2021

Università o lavoro, che cosa fare quando si finisce la scuola superiore?

Si avvicina la maturità, confermata per il secondo anno nonostante le petizioni che volevano che fosse abolita a causa della pandemia. Ma cosa fare una volta ottenuto il diploma, iscriversi all’università o cercare lavoro?

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15 Marzo 2021

Apprendistato: cos’è e come funziona un contratto da apprendista

Avere un contratto di lavoro e continuare la propria formazione si può? La risposta è sì. Inserirsi nel mondo del lavoro per un giovane è estremamente importante per diventare indipendente. È altrettanto importante avere la possibilità di apprendere nuove competenze, sino a conseguire determinate qualifiche per aspirare a ruoli sempre più gratificanti e meglio retribuiti. Questo è possibile grazie all’apprendistato.

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