Oggi chi cerca lavoro o chi deve selezionare il personale deve entrare in logiche che non possono più prescindere dall’uso del digitale. Non è un caso, infatti, che questa fase che anticipa l’ingresso in azienda sia sempre più connotata con il termine Digital Recruiting.

Ma cerchiamo di scoprire insieme di che cosa si tratta.

Digital recruiting: che cosa è

Partiamo dal significato di recruitment o recruiting. Con questi termini affini si indica la selezione e il reclutamento del personale e si fa riferimento all’intero processo aziendale di ricerca e selezione dei candidati.

Se a tutto questo si aggiunge la componente digitale entriamo nella sfera del Digital Recruiting, detto anche e-recruitment, che prevede l’utilizzo di servizi online, e più nello specifico di Internet.

In particolare, agli albori dell’e-recruitment abbiamo assistito alla nascita delle cosiddette “Job Board”, vere e proprie bacheche virtuali dove era possibile pubblicare annunci per candidature e ricerca del lavoro, tra cui ricordiamo InfoJobs, Monster, Trovolavoro.

Partendo dalle bacheche virtuali passando per i database online e i motori di ricerca, fino ad arrivare all’uso dei social: è così che la rete ha in pratica cambiato il modo in cui oggi si ricerca lavoro, in cui si fanno le application in azienda e in cui le organizzazioni vanno a caccia di talenti.

Come funziona l’e-recruitment

Quando si parla di Digital Recruiting è opportuno sottolineare il fatto che la ricerca del lavoro si può condurre in modo passivo o attivo.

digital event, 20 ottobre
Think Digital Summit: strategie, tecnologie, trend e innovazione per competere sul mercato
Big Data
Intelligenza Artificiale

La ricerca passiva è in realtà un’attività che chi ormai ha dimestichezza con il digitale continua ad alimentare di continuo: rientrano in questa modalità, infatti, tutte le azioni che si fanno online per mettere in luce i propri punti di forza e le competenze che si possiedono. Come? Attraverso la pubblicazione di post sui Social Network, o la scrittura di blog, o ancora la partecipazione a community virtuali.

La ricerca attiva invece prevede un’azione della persona che decide di mandare il suo CV e la sua candidatura, direttamente sul sito dell’azienda o rispondendo ad annunci pubblicati su portali di recruiting (come indeed, infojobs, monster, solo per citarne qualcuno) o a Job Post su LinkedIn.

Lato azienda molte organizzazioni hanno attivato dei canali per condurre l’intero processo di assunzione in modalità virtuale, a partire dalla pubblicazione degli annunci fino ad arrivare alla gestione dei colloqui con video e test online. In alcuni casi sono utilizzate anche nuove tecniche tra cui la gamification, che prevede simulazioni o giochi di ruolo che rendono più divertente e più puntuale la selezione dei talenti, o il social recruiting, che consente tramite i social network di trovare, coinvolgere e costruire relazioni con potenziali candidati, con l’obiettivo di introdurli nel proprio network e reclutarli.

In particolare, il social recruiting ha permesso alle aziende di adeguarsi alle nuove richieste del mercato affiancando ai servizi di ricerca tradizionali già in essere (annunci e database) anche nuovi strumenti in grado di incentivare la nuova generazione dei lavoratori classe ’90-’95, la cosiddetta Generation Z, e a seguire anche quella dei Millennials.

Digital Recruting: ecco alcuni siti utili per candidarsi o entrare in contatto con le aziende

Tralasciando quindi il mondo dei Social, LinkedIn in primis e Facebook Jobs, come detto esistono oggi tantissime opportunità sul web per cercare lavoro. Di seguito ne elenchiamo alcuni (e se vuoi segnalarcene altri per arricchire la nostra lista scrivi pure a info@digital4.biz).

  • Indeed: è un motore di ricerca che consente di consultare e ricevere via mail le diverse offerte pubblicate dalle aziende su diversi siti, personalizzando i criteri in base alle proprie esigenze. Il sito offre anche la possibilità di creare e pubblicare il curriculum. Indeed non richiede la registrazione;
  • InfoJobs: questo motore attraverso un sistema accurato di filtri permette di affinare molto la ricerca. Richiede la creazione di un account, in cui si dovrà inserire il curriculum e una lettera di presentazione, che consente di avere in qualsiasi momento la visibilità su come stanno andando le application e chi ha preso visione del CV;
  • Jobrapido: si tratta di un motore di ricerca “puro”, con un funzionamento simile a quello di Google. Consente di fare ricerche per regione / città e di ricevere via mail le notifiche sulle pozioni previa registrazione;
  • Meritocracy: è la community dedicata a chi cerca lavoro in aziende tech e digital. Il candidato ha la possibilità di toccare con mano l’ambiente di lavoro per cui ci si sta candidando attraverso descrizioni accurate, foto e video;
  • MioJob: è il sito gestito da La Repubblica in cui si trovano annunci e notizie interessanti sul mondo del lavoro e sulle aziende che in questo momento offrono più opportunità.
  • Monster: si tratta di uno dei siti più conosciuti in questo ambito. È molto simile nelle funzionalità a InfoJobs. Interessanti e utili sono tutti i consigli che si trovano per candidarsi ed essere più efficaci nelle fasi iniziali del recruiting;
  • PubliCV: si tratta di un sito che consente di creare gratuitamente il curriculum vitae, scaricarlo in formato PDF, pubblicarlo online, avere una pagina di presentazione con associato un indirizzo (allegabile alla mail o da segnalare sui biglietti da visita);
  • Trovolavoro: è il portale del Corriere della Sera dedicato a chi cerca lavoro. È possibile avere una consulenza nella scrittura del CV, caricarlo e candidarsi per i diversi annunci pubblicati. Il sito fornisce anche una visibilità immediata sugli annunci di stage;
  • Tutored: è un sito che consente di incontrare grandi aziende, PMI e startup alla ricerca di giovani talenti. È possibile creare il CV per candidarsi alle opportunità che più interessano e partecipare ai webinar formativi e i meeting virtuali realizzati dalle aziende.

Cosa sapere sulle piattaforme di recruiting management

A supportare le aziende in questo nuovo scenario esistono poi oggi delle piattaforme di recuiting management permettono di mettere insieme tutte le informazioni raccolte sui database, sui social e in generale su tutti gli strumenti di Digital Recruiting. Sono utilizzate dalle aziende per avere a disposizione uno spazio in cui aggregare le candidature per tipologia, analizzarle e avere un’idea puntuale sulla percezione che hanno le persone che cercano lavoro. Non solo si tratta di strumenti validi anche per avere un ritorno sull’efficacia delle azioni di brand positioning.

In questo cluster rientrano anche i cosiddetti Application Traking System (ATS), ovvero software progettati per gestire in modo efficace il recruiting. Sono conosciuti anche come Applicant Tracking Software o Candidate Management System (CMS) e hanno svariati impieghi: si va dalla pubblicazione degli annunci di lavoro sul sito aziendale o sulle Job Board allo screening delle candidature, dalla raccolta e sistematizzazione dei curriculum alla definizione dell’agenda per fissare i colloqui con i candidati. Esistono poi anche altre funzionalità come i questionari di pre-screening, i videocolloqui, il social recruiting e gli strumenti di valutazione dei KPI delle azioni di recruiting.