L’ormai celebre Khaby Lame, il TikToker di Chivasso diventato un vero fenomeno social negli ultimi mesi è stato scelto da Mark Zuckerberg in persona per spiegare quanto semplice e divertente possa essere spostarsi nello spazio-tempo come un simpatico ologramma in Meta.

Una rivoluzione, quella annunciata da Zuckerberg nei giorni scorsi a proposito della sua creatura: Facebook entra a fare parte di un universo ancora più grande, Meta.

Meta sarà, appunto, il nuovo metaverso, una dimensione “oltre” il reale, ma raggiungibile comodamente da casa propria, dal proprio smartphone. La futuristica volontà di Meta è quello di permettere all’utente di essere ovunque desideri e con chiunque voglia essere, in ogni momento, grazie ad App che permettono esperienze immersive al limite del “teletrasporto”.

E chi poteva essere scelto come volto perfetto se non Khaby?

Com’è nato il fenomeno Khaby

Khabane “Khaby” Lame è un ragazzo di Chivasso, classe 2000, di origini senegalesi, che ha saputo trasformare un momento difficile in un’enorme opportunità. Si è parlato di recente di YOLO Economy, ebbene Khaby potrebbe esserne la bandiera, seppure in modo non volontario…almeno all’inizio! Impiegato in una fabbrica del torinese, perse il lavoro proprio in concomitanza con l’avvento di Covid-19 e il primissimo, terrificante lockdown di marzo 2020.

Ma Khaby non si è lasciato scoraggiare e, anzi, ha impiegato alla grande tutto quel tempo chiuso in casa senza lavoro: ha iniziato a girare brevi video per TikTok, con un concept semplice ma efficace. Sfruttando la sua mimica – oggi diventata peculiare, davvero un’espressione buffa e adorabile al tempo stesso – ha iniziato a fare la parodia di altri creator della piattaforma e del web in generale, colpevoli di realizzare “life-hack” complicatissimi per fare cose, in realtà, molto facili.

Con la sua faccia da “Ma non bastava fare così?”, Khaby è diventato presto un vero fenomeno internazionale. Persino il New York Times ha parlato di lui, spiegando che il segreto del suo successo è nella sua capacità di creare un “linguaggio globale”, senza bisogno di parole, ma fatto solo di mimica e di empatia, che fa sorridere ma fa anche riflettere su un certo tipo di approccio alla vita, la tendenza comune a complicare le cose semplici. La sua crescita, poi, al contrario di alcuni suoi colleghi, è stata definita completamente organica, ossia è arrivato ad essere il secondo creator più seguito al mondo in modo naturale, ben prima di iniziare a fare partnership con aziende e pubblicità.

Infatti, presto le aziende hanno iniziato a fare di tutto per averlo come protagonista dei propri spot ed eventi, dalla Juventus FC a Facebook, appunto.

Khaby, DragonBall e il “teletrasporto” nello spot Meta

Viste queste premesse e il concept che ricorre negli sketch di Khaby, quale miglior testimonial per un colosso del tech che voglia inviare un messaggio di familiarità e facilità di utilizzo?

Nel nuovo spot Meta, il creator passa da una situazione all’altra con il teletrasporto, semplicemente premendosi due dita al centro della fronte: un gesto che molti amanti dei manga giapponesi riconosceranno, perché veniva utilizzato dai protagonisti della saga Dragon Ball. E proprio il gesto strizza l’occhio anche a uno dei supporti essenziali del nuovo ecosistema di Meta: Oculus, visori che renderanno possibile questa esperienza così immersiva sulle App del mondo di Zuckerberg, da Facebook a Instagram fino a WhatsApp.

Se Khaby vi piace molto, ed è davvero difficile che non piaccia, capirete anche come questa mossa pubblicitaria possa essere azzeccata per una società che da anni ormai combatte con una nomea non proprio positiva, quasi da corporation cattiva dei cartoni animati, per stare in tema. Vedremo quanto il nuovo metaverso sarà interattivo e quanto vicini andremo alla realtà multiforme presentata in bellissimi film di fantascienza come il recente “Ready Player One”.