Tra le professioni del futuro emergono i green jobs, i professionisti della sostenibilità ambientale che hanno il compito di preservare gli equilibri della Terra.

Le nuove generazione hanno diritto di crescere in un pianeta sano e guardare con fiducia verso un futuro sostenibile, alla rivoluzione verde e transizione ecologica, così come alla digitalizzazione: a questo aspetto è dedicata un’intera Missione delle sei elencate dal Pnrr, il documento che illustra come il governo italiano intende investire i fondi di Next generation Eu. “Serve una radicale transizione ecologica verso la completa neutralità climatica e lo sviluppo ambientale sostenibile per mitigare le minacce a sistemi naturali e umani: senza un abbattimento sostanziale delle emissioni clima-alteranti, il riscaldamento globale raggiungerà e supererà i 3-4 °C prima della fine del secolo, causando irreversibili e catastrofici cambiamenti del nostro ecosistema e rilevanti impatti socioeconomici”, afferma il Pnrr. Ma per portare avanti questa “missione” servono di base le competenze adatte, spesso in parte o totalmente nuove.

Cosa sono i green jobs

Spieghiamo nel dettaglio cosa sono i green jobs (in italiano letteralmente lavori green). L’Unep – United Nations Environment Programme, l’organizzazione internazionale che dal 1972 opera per l’ambiente con programmi incentrati su clima, natura, inquinamento, sviluppo sostenibile – definisce i green jobs “quei lavori nelle attività agricole, manifatturiere, di ricerca e sviluppo (R&S), nell’amministrazione e nei servizi che contribuiscono in modo sostanziale a preservare o ripristinare la qualità ambientale. Nello specifico, ma non esclusivamente, sono inclusi i lavori che aiutano a proteggere gli ecosistemi e la biodiversità; a ridurre il consumo di energia, materiali e acqua attraverso strategie ad alta efficienza; a decarbonizzare l’economia; e a ridurre al minimo o evitare del tutto la generazione di tutte le forme di rifiuti e di inquinamento”. In altre parole, i green jobs sono quei lavori che contribuiscono in modo apprezzabile al mantenimento o al ripristino della qualità ambientale e a evitare danni futuri agli ecosistemi della Terra, sintetizza l’Unep.

Cresce la domanda di nuovi lavori green, ma mancano le competenze

La domanda di green jobs aumenta a poco a poco un po’ in tutti i settori, dall’agroalimentare al manifatturiero, tuttavia è particolarmente acuta nel settore energetico. Le stime di un’analisi dell’Energy Institute di Londra, riferisce il World Economic Forum, suggeriscono che potrebbero essere necessarie 400.000 nuove assunzioni entro il 2050, più della metà delle quali in ruoli che attualmente non esistono.

Formare con una certa velocità un gran numero di competenze attualmente carenti o addirittura non presenti sul mercato del lavoro è la grande sfida che devono affrontare le risorse umane. “Nei prossimi mesi, in cui l’Italia sarà impegnata nella transizione sostenibile, è destinato ad aggravarsi il problema del ‘matching’, la difficoltà a riempire i posti vacanti che già oggi ci affligge. Il nostro sistema formativo deve attrezzarsi rapidamente per formare il capitale umano che nei prossimi anni dovrà programmare, realizzare e gestire tecnologie e servizi dell’economia circolare”, ha affermato Daniele Fano, Coordinatore del comitato scientifico di Randstad Research, il centro di ricerca sul lavoro del futuro promosso da Randstad, che ha appena pubblicato un rapporto sulle nuove professioni sostenibili emerse con la diffusione dell’economia circolare.

I 200 nuovi lavori green tra le “costellazioni” dell’universo sostenibile

Le duecento e più professioni dell’economia circolare. Verso un repertorio aperto“, questo il titolo del rapporto Randstad che si propone come strumento di orientamento per le aziende e lavoratori.

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Sono infatti oltre 200 le nuove professioni legate all’economia circolare che i ricercatori hanno ripartito tra 15 aree dette “costellazioni”: la costellazione dell’agroalimentare; la costellazione dell’audiovisivo circolare; la costellazione delle comunità intelligenti; la costellazione dei comunicatori della circolarità; la costellazione delle energie alternative; la costellazione del farmaceutico-sanitarioassistenziale; la costellazione della finanza circolare; la costellazione della gestione aziendale dell’economia circolare; la costellazione della manifattura circolare; la costellazione della moda circolare; la costellazione della policy, monitoraggio e controllo istituzionale; la costellazione della progettazione e concertazione; la costellazione del recupero del suolo; la costellazione del riuso, riciclo, logistica inversa; la costellazione della tecnologia, ricerca e sviluppo. Più 5 professioni della circolarità trasversali alle costellazioni (lo specialista dell’informazione certificata; l’imprenditore/tecnicogestionale della circolarità; l’informatico; il progettista per la mappatura della filiera; il tecnico di impianti di conferimento, trattamento e recupero).

Ognuna di queste costellazioni raccoglie i green jobs ad essa inerenti. Per esempio, le nuove professioni sostenibili nella costellazione agroalimentare sono: ambasciatore vitivinicolo della sostenibilità; agronomo dell’agricoltura rigenerativa; tecnico della permacultura; gestore di fattorie verticali; esperto di blockchain per il monitoraggio; esperto in irrigazione selettiva; progettista di app per la riduzione dello spreco alimentare; addetto alla prevenzione e gestione degli incendi; produttore di concimi ecosostenibili; produttore di biochar dalla gassificazione delle potature; broker delle tecnologie per sistemi ottimali di gestione a distanza (dall’irrigazione, ai robot, ai droni, …). Nella costellazione della finanza circolare troviamo invece: lobbista della circolarità; consulente bancario di fondi di investimento sostenibili; startupper di cleantech; broker delle innovazioni sostenibili; mediatore finanziario per la progettazione integrata della sharing economy; imprenditore di Società Benefiche e Bcorp; auditor della circolarità; cacciatore fi fondi per la riconversione sostenibile. (Tutte le oltre 200 professioni sono visibili nell’Appendice del Rapporto Randstad)

Nel green nuove professioni sempre più ibride, tra competenze tecniche e soft

Per ogni nuova professione i ricercatori hanno creato una scheda con riportato la costellazione di riferimento, ma anche le professioni e le costellazioni con le quali si ibrida. Perché nell’economia circolare dove ogni passaggio è legato all’altro senza soluzione di continuità anche le professioni si mescolano tra loro per competenze e per aree di applicazione. Emergono dunque profili “ibridi” che richiedono conoscenze più ricche del comune e una maggiore capacità di mettersi “in connessione” con altre professioni.

Inoltre, ogni scheda riporta anche le competenze tecniche (hard skill) e le competenze trasversali (soft skill) per quel dato lavoro green. In generale dall’analisi delle competenze richieste, nelle oltre 200 professioni individuate, risultano fondamentali principalmente le conoscenze tecnico-scientifiche, lo spirito di progettazione, l’attitudine al cambiamento, la capacità di gestione e di controllo, la conoscenza delle norme, la vocazione alla comunicazione e al coordinamento. Tuttavia assumono ora una certa importanza anche le competenze trasversali che variano a seconda della professione. Sono ricorrenti soprattutto la capacità di lavorare in squadra, di capire i trend emergenti, la flessibilità, la capacità di rapportarsi con persone interne ed esterne.