“Al lavoro 4.0”, il progetto di responsabilità sociale di Digital360, entra nella sua seconda fase e apre le porte di aziende eccellenti del territorio lombardo a 14 Neet.

I Neet in Italia

Da un po’ di anni (è stato usato per la prima volta nel 1999) il vocabolario del mondo del lavoro si è arricchito della parola Neet, acronimo di derivazione anglosassone, Neet sta ad indicare i (Young People) Not in Education, Employment or Training ovvero quei giovani che non sono impegnati nello studio, né nel lavoro né nella formazione. La motivazione di questo status è imputabile a diverse ragioni: difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro, formazione non adeguata, problematiche legate ad aspetti sociali e personali. Purtroppo per il nostro Paese, Neet non è solo un nuovo termine, ma una vera e propria nota dolente: ricerche nazionali e internazionali rilevano in Italia una forte presenza che non accenna a diminuire. Anche quest’anno come quello precedente, infatti, il nostro paese si pone ultimo nella statistica Eurostat dedicata ai Neet relativa al 2020 col 29,4% dei giovani compresi tra i 20 e i 34 anni (circa dunque 1 su 3) che rientra in questa categoria rispetto alla media europea che si attesta a quota 17,6%. Dall’altro lato della scala l’Olanda con una percentuale pari all’8,2%. Un problema serio dunque che va necessariamente arginato.

Digital360 al fianco dei Neet con “Al lavoro 4.0”

Cercare di dare il suo contributo per risolvere il problema dei Neet: ecco cosa c’è alla base di “Al lavoro 4.0”, il percorso di formazione gratuita di Digital360, Società Benefit e quotata sul mercato AIM Italia dal 2017 che ha per mission quella di accompagnare imprese e amministrazioni pubbliche italiane nel percorso di digital transformation.

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Progettato per supportare una classe multietnica di 14 giovani Neet compresi tra i 18 e 25 anni, Al lavoro 4.0 è stato realizzato in collaborazione con Caritas Ambrosiana e con la Fondazione San Carlo. Il percorso, partito nel mese di maggio e organizzato in cinque mesi di formazione teorico-pratica sui temi dell‘innovazione digitale e dell’Industria 4.0 più un tirocinio di tre mesi in azienda, ha l’obiettivo di fornire ad alcuni giovani senza occupazione l’opportunità di accesso al mercato del lavoro nel settore manifatturiero e alle nuove professioni create dal digitale.

Ora, dopo la pausa estiva e in via di conclusione la fase puramente formativa, per i giovani individuati attraverso la rete capillare di centri di assistenza e di ascolto di Caritas Ambrosiana e Fondazione San Carlo stanno per aprirsi le porte di 11 realtà imprenditoriali lombarde di altissimo livello: VarGroup, Torneria Automatica Colombo, Pony, Linde Italia, Rold, Trillium, Fluid-o-tech, Sew Eurodrive, Schneider, SMC e Argo.

Dal mese di novembre, infatti, i 14 giovani saranno collocati all’interno dei queste realtà per svolgere tirocini retribuiti che permetteranno loro di acquisire competenze e know-how pratico, con l’obiettivo finale di inserimento lavorativo con profili operativi, come quelli di “addetto al montaggio e procedure di qualità̀”, “addetto alle lavorazioni meccaniche”, “operatore controllo qualità e misure” o “addetto logistica interna”. L’indennità di frequenza per le giornate di formazione e la retribuzione per il tirocinio (da 400 a 500 euro al mese comprensive di buono pasto per 30 ora settimanali) sono stati finanziati dal “Fondo Diamo Lavoro “gestito da Caritas Ambrosiana.

“Con Al Lavoro 4.0 vogliamo dare un piccolo ma concreto contributo al grande problema dei Neet in Italia, sfruttando le nuove opportunità professionali che la trasformazione digitale in atto sta aprendo ed inserendo in imprese avanzate giovani che, anche se fino ad oggi non sono riusciti a trovare un’occupazione stabile, hanno una spiccata sensibilità nativa per il digitale e che stanno seguendo un percorso specializzato sui temi dell’industria 4.0. I risultati della prima parte del percorso sono molto incoraggianti e ora si entra nel vivo con i tirocini finalizzati a concrete opportunità di assunzione. Siamo felici che diverse imprese manifatturiere avanzate del territorio lombardo abbiano creduto nel progetto e condividano con noi questo obiettivo”, ha spiegato Andrea Rangone Presidente di Digital360.