Un’iniziativa per sostenere l’imprenditoria femminile e supportare i progetti più meritevoli. Ecco in estrema sintesi che cosa è “Forti Insieme” la call for startup lanciata da Chiara Ferragni in collaborazione con il marchio Pantene. L’iniziativa “Forti Insieme” è realizzata in collaborazione con Women’s Forum for the Economy & Society e LVenture Group, per sensibilizzare sul gender gap nel mondo del lavoro e dare un aiuto concreto finanziando da uno a tre progetti meritevoli.

E del resto, chi meglio della Ferragni, la nota imprenditrice digitale che trasforma ogni cosa che tocca in moneta suonante e che dei suoi occhioni azzurri ne ha fatto un vero e proprio marchio di fabbrica, potrebbe incarnare il modello della business woman contemporanea che non perde la sua femminilità e che in un mondo, quello economico, dominato dalla presenza maschile è in grado di ritagliarsi il proprio spazio raggiungendo il successo? Esempio vivente di “volere è potere”, Chiara Ferragni con questo nuovo progetto intende dare così il suo contributo nella lotta al gender gap che da sempre, e ancor di più oggi complice l’emergenza sanitaria, affligge il mondo professionale.

Gender gap: i numeri sconfortanti della disparità professionale tra uomo e donna

Che il gender gap sia un problema fortemente presente nella nostra economia lo si può verificare ad occhi nudo, tuttavia, se non bastasse l’esperienza empirica, a dipingere un chiaro quadro della situazione ci pensano i numeri.

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Stando ai dati diffusi dal Censis prima dello scoppio della pandemia in Italia le donne lavoratrici rappresentavano il 42,1% degli occupati complessivi. A loro toccavano, nella stragrande maggioranza dei casi mansioni per cui sarebbe stato sufficiente un titolo di studio meno qualificante di quello che il loro possesso. Inoltre le donne manager erano solo il 27% dei dirigenti contro una media europea del 33,9%. Questi dati sono in parte il risultato di pregiudizi, in parte il risultato di oggettive difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia. Non è un caso che una donna occupata su tre (il 32,4%, cioè più di 3 milioni di lavoratrici) risultava avere un impiego part time mentre per gli uomini questa percentuale si riduceva all’8,5%. E a seguito dello scoppio della pandemia questi dati sono solo peggiorati. In questo periodo infatti, le donne, chiamate a sostenere la famiglia che d’un tratto si è ripiegata in casa, hanno perso il lavoro più degli uomini, arretrando nel reddito e nel benessere.

I dettagli dell’iniziativa che promuove l’imprenditoria femminile “Forti Insieme”

Come esposto dal regolamento, l’iniziativa “Forti Insieme” di Chiara Ferragni a sostegno dell’imprenditoria femminile è rivolta a tutti i progetti di business innovativi (in termini di prodotto e/o tecnologia e/o processo e/o business model), intesi come progetti che abbiano obiettivi misurabili, scalabili a livello nazionale/internazionale e con l’ambizione di poter crescere esponenzialmente in tempi rapidi, messi in campo da startup con sede in Italia e team residenti in Italia composti almeno per il 50% da donne o che hanno un CEO un team leader donna. Il progetto deve essere finanziariamente sostenibile e deve poter generare valore economico oppure elevato e misurabile impatto sociale.

Soddisfatti i criteri di partecipazione candidarsi all’iniziativa è molto semplice, basterà inviare domanda entro le ore 13:00 del 20 settembre 2021 sul sito https://www.fortiinsieme.com/. Una volta registrati e inviata la documentazione richiesta, una giuria composta da un team di eccezione (Valeria Consorte VP Beauty Care P&G Italia, Chiara Ferragni Imprenditrice, Chiara Corazza Rappresentante Speciale per il G7 e il G20 di Women’s Forum for the Economy & Society e Luigi Capello CEO di LVenture Group) selezionerà i 10 progetti semifinalisti che si contenderanno un premio dal valore complessivo di ben 75mila euro. Il premio però potrà essere assegnato per interno a un’unica startup o suddiviso tra tre eventuali progetti finalisti in questa formula: 40mila euro per il primo classificato, 20mila euro al secondo e 15mila euro al terzo.