Studenti, neolaureati, ricercatori e persone del mondo accademico, ma anche professionisti, imprenditori e semplici curiosi, tutti possono partecipare all’hackathon più grande del mondo che si svolgerà in contemporanea in tutto il mondo i prossimi 3 e 4 ottobre. In Italia è promosso da I3P, Incubatore d’Imprese Innovative del Politecnico di Torino, ma l’evento è completamente virtuale. Ecco come partecipare.

Competenze tech, business, data, design, comunicazione e persino umanistiche: per ideare progetti e soluzioni in ambito spaziale sono variegate le skill che possono essere necessarie, l’importante è la voglia di mettersi alla prova con le sfide dello Spazio proposte dalla Nasa, promotrice da diversi anni di questa maratona di due giorni a livello globale.

La partecipazione alla Nasa International Space Apps Challenge è gratuita, previa registrazione tramite la piattaforma ufficiale.

I team possono essere composti al massimo da 6 persone, ma è possibile iscriversi anche singolarmente per poi essere inseriti all’interno di una squadra. Possono partecipare studenti, neolaureati, ricercatori e persone del mondo accademico, professionisti, imprenditori ma anche semplici curiosi.

La Space Apps Challenge sarà anticipata da un evento introduttivo online che si terrà il 1 ottobre, con lo scopo di introdurre la nuova edizione e spiegare le modalità di partecipazione per la prima volta da remoto.

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L’hackathon vero e proprio invece avrà inizio la mattina del 3 ottobre alle ore 9.00 con la presentazione di partner, mentor e giuria. Successivamente, i team potranno iniziare a lavorare e sviluppare i propri progetti.

Poiché l’evento sarà un hackathon tutto virtuale, ci saranno sessioni plenarie, ore dedicate alla progettazione con il proprio team o alla consulenza. Durante l’hackathon la NASA metterà a disposizione dei partecipanti la sua banca dati, da utilizzare e implementare liberamente nei progetti dei team che dovranno risolvere le sfide proposte. I team avranno inoltre il supporto di tutor e mentor che saranno disponibili a rispondere a domande e dubbi. Inoltre, verranno aperte delle chat room una settimana prima dell’inizio dell’hackathon.

La fase di progettazione potrà andare avanti per tutta la notte, fino alla domenica pomeriggio, quando i progetti dovranno essere presentati alla giuria locale. Alle 18 di domenica 4 ottobre saranno infine annunciate le due squadre del concorso locale di Torino che potranno accedere al concorso globale.

Le categorie in cui sarà possibile partecipare durante l’hackathon sono sei: in “Observe” si chiederà di ideare strumenti che rendano i dati di osservazione più accessibili a scienziati, cittadini, decision-makers; chi partecipa alla categoria “Inform” dovrà invece pensare a nuovi modi per rendere la diffusione dei dati dell’agenzia spaziale sempre più coinvolgente ed efficace. Con la challenge “Sustain” i team dovranno pensare a soluzioni per un futuro sostenibile mentre le sfide della categoria “Create” richiedono sia tecnologia che creatività. Nella categoria “Confront” si chiederà ai partecipanti di immaginare con il supporto della tecnologia soluzioni a problemi inerenti disastri naturali, disuguaglianza sociale ed economica; infine le sfide della categoria “Connect” chiederanno di esaminare i metodi per mettere in comunicazione le persone che contribuiscono alle missioni delle agenzie spaziali sulla Terra e nello spazio. In più, sarà possibile creare ed inventare la propria sfida: tuttavia in questo caso non sarà possibile partecipare al premio internazionale.

Anche per l’edizione 2020 dell’evento si conferma partner dell’iniziativa il CNS – Center for Near Space, impegnato da sempre sugli studi anticipatori legati allo spazio che metterà in palio il premio – dal valore di 400 euro – “Il Futuro Prossimo Possibile” per la migliore interpretazione della Vision sulla Città CisLunare.

Photo by Greg Rakozy on Unsplash