Quest’anno scolastico è cominciato come tanti altri, speciale certamente per quelli del quinto anno, ma nessuno si sarebbe immaginato che sarebbe diventato un esame storico. Il coronavirus ha investito come uno tzunami la scuola all’inizio del secondo quadrimestre e anche il fatidico ‘Esame di Maturità’ sarà molto diverso da come è sempre stato. E probabilmente rimarrà un unicum. Ma come sarà veramente? (aggiornato al 2 giugno)

Tutti quelli che quest’anno devono affrontare l’esame di maturità, oltre 463mila sono, stanno vivendo la cosa con un misto di sentimenti che spaziano dalla naturale tensione che da sempre ha contraddistinto questo momento, a tutta l’ansia di cui ha caricato l’emergenza coronavirus.

E anche vivo in tanti un senso di rabbia per quello che il coronavirus ha portato via a questa generazione, ovvero la possibilità di vivere pienamente un momento magico fatto non solo di una didattica più matura proiettata sulla prova finale; ma anche di quella particolare atmosfera che si vive in classe in quinta, una diversa solidarietà che nasce tra compagni e persino con i professori, persino essere diventati ‘quelli di quinta‘ agli occhi del resto dell’istituto fa parte di una sorta di lungo rito di passaggio che trova poi il suo culmine nell’esame di maturità.

Forse è questo il motivo per cui, dopo mesi di didattica a distanza (DAD), il Ministero sta cercando di riportare fisicamente a scuola gli alunni almeno per il giorno dell’esame. Per mantenere un briciolo di legame con il passato e magari potersi rivedere tutti quanti almeno quel giorno; per dare una struttura e una cornice formale, ‘rituale’ alla prova. Sarebbero delle giustificazioni comprensibili, ma sentimentali, poiché in verità, non è certamente indispensabile fare un esame in presenza fisica. Lo dimostra il fatto che da febbraio a ora tutto si è svolto a distanza nella scuola, verifiche, interrogazioni, esami universitri e persino esami di laurea.

‘La maturità si farà in presenza – ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina -. Non abbiamo voluto togliere agli studenti un momento così importante. Da loro mi aspetto grande senso di responsabilità. Studiare serve alla loro vita, non al voto finale. L’Italia che riparte ha bisogno di giovani preparati e gli esami di Stato sono il passaggio all’età adulta’.

L’esame di maturità in presenza è molto contestato

Per quale motivo la ‘Maturità’ non può farsi online, nello stesso modo di tutto il resto? Si vuole forse insinuare che solo dal vivo è possibile valutare seriamente? Si vuole forse insinuare che sia necessario un livello maggiore di severità, dopo tutto quello che è stato quest’anno a livello di disorganizzazione (anche della scuola) e impatto psicologico? La scelta ha destato anche la polemica di una parte della scuola  (vedi qui e qui) che non ritiene assolutamente necessario tornare a scuola per questo esame e anche degli studenti stessi: vedi per esempio la raccolta di 50mila firme avviata da un maturando di Imola.

Ma c’è anche di più: su Facebook il prof. Aldo Domenico Ficara, che insegna a Messina, ha lanciato il gruppo Facebook “Maturità 2020 online” che può contare già  oltre 7.000 iscritti tra docenti, studenti e genitori, scagliati contro gli esami di maturità in classe.

«Davvero pensiamo che i ragazzi si “controllino” meglio di presenza? Noi docenti non siamo giudici, non valutiamo gli allievi con un punto in più o in meno. Noi guardiamo la loro maturità e in video-chiamata avremmo potuto farlo senza problemi», ha spiegato il prof Ficara a Open.

Insomma, secondo le critiche, l’esame in presenza aggiungerebbe solo elementi di rischio contagio, ma niente alla validità dell’esame in sè.

Difficile capire perché l’Azzolina si sia incaponita in questa direzione. ‘Gli Esami del secondo ciclo, saranno il primo momento di ritorno nelle nostre aule. Il Comitato tecnico-scientifico ha fornito misure chiare e attuabili per poterli svolgere in presenza’ ha dichiarato.

Le linee guida ministeriali dell’Esame di Maturità 2020

[Ordinanza ministeriale 16 maggio 2020]
Ecco cosa prevede l’ordinanza ministeriale per gli esami del secondo ciclo (cioè di maturità).

Gli Esami di Maturità avranno inizio il 17 giugno alle ore 8.30, niente scritti e super colloquio orale, di un’ora massimo e potrà valere fino a 40 punti.

Come si svolgerà la prova orale

La prova orale sarà strutturata in più fasi e si svolgerà davanti a una commissione composta da sei membri interni e un Presidente esterno.

Ciascun candidato discuterà, in apertura di colloquio, un elaborato sulle discipline di indirizzo, trattando un argomento concordato che sarà assegnato dai docenti di quelle discipline a ogni studente entro il 1° giugno. Seguirà la discussione di un breve testo studiato durante l’ultimo anno nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana. Saranno poi analizzati materiali, coerenti con il percorso fatto, assegnati dalla commissione. In chiusura, saranno esposte le esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento e accertate le conoscenze relative a “Cittadinanza e Costituzione” secondo quanto effettivamente svolto dalla classe.

“Anche se non è scritto nell’ordinanza, auspico che gli studenti parlino di come hanno vissuto questi mesi di emergenza coronavirus, perché sono certa che la pandemia li ha fatti maturare e ha contribuito a renderli cittadini consapevoli di questo Paese”. ha detto l’Azzolina.

Come si calcolerà il tuo voto di maturità

Il voto massimo finale possibile resta, infatti, 100/100 e si potrà ottenere la lode.

Il voto finale si baserà non solo sull’orale, che può valere fino a 40 punti, ma su crediti del triennio, che ora potranno valere fino a 60 punti, anziché 40, come prima dell’emergenza.

Se per esempio il candidato otterrà 35 punti per l’orale e 50 di crediti, porterà a casa un 85/100.

La griglia di valutazione della prova orale che puoi anche scaricare dal link

Allegato_B_Griglia_valutazione_orale

Ultimi aggiornamenti dal Ministero riguardo l’elaborato

Il ministero dell’Istruzione ha pubblicato la nota n. 8464 del 28 maggio 2020 con alcuni chiarimenti e indicazioni operative.

Si chiarisce in particolare, in riferimento all’elaborato che, di fatto, sostituisce la seconda prova scritta ed è assegnato dal consiglio di classe su indicazione dei docenti delle discipline di indirizzo:

– per la trasmissione dell’elaborato si esclude l’obbligo della Pec. In ogni caso, si utilizzeranno modalità tali da garantire la certezza della data di spedizione;
– nell’eventualità che il candidato non provveda alla trasmissione dell’elaborato, la discussione durante l’esame si svolge, comunque, in relazione all’argomento assegnato. Della mancata trasmissione si tiene conto in sede di valutazione della prova d’esame;
– l’assegnazione del materiale, per i singoli candidati, si effettua il giorno stesso in cui si svolgono i colloqui, prima del loro inizio.

 

Le misure di sicurezza per gli Esami: sanificazione, distanza e mascherine

Sarà assicurata la pulizia quotidiana di tutti gli spazi che dovranno essere utilizzati, dice il Ministero (e ci mancherebbe altro, si potrebbe aggiungere). Le aule dove si tengono le prove saranno pulite anche alla fine di ogni sessione d’esame (mattina/pomeriggio). Ci saranno percorsi predefiniti di entrata e uscita. I locali dovranno essere ben areati.

Previsto il distanziamento di 2 metri fra candidati e commissari e fra gli stessi commissari. Sarà necessario indossare la mascherina. Gli studenti potranno abbassarla nel corso del colloquio, ma restando a distanza di sicurezza, 2 metri. Non sono necessari i guanti: negli istituti ci saranno prodotti igienizzanti. Ogni candidato potrà portare con sé al massimo un accompagnatore, che dovrà anche lui rispettare le misure di distanziamento e indossare la mascherina.

Il consiglio che ancora nessuno ti ha dato per affrontare la Maturità 2020

Allenarsi a parlare con un tono di voce più alto del normale!

La distanza di sicurezza tra voi e ogni componente della commissione (che ricordiamo devono essere a due metri anche tra loro) potrebbe rendere più complessa del previsto la comunicazione in presenza. E sappiamo benissimo come sia irritante per i professori non sentire bene e farvi ripetere in continuazione…

Se in passato sei stata una di quelle persone che parlano piano, timidamente, quasi sottovoce, è il momento di superare l’abitudine, magari allenandosi con tecniche di public speaking.

Per esempio da questo articolo, scritto da un’esperta abbiamo sintetizzato questi 3 suggerimenti:

– trovare una voce naturale ed espressiva

– nel parlare badare sempre avere un tono chiaro e non monotono

– allenarsi, imparando a usare anche la respirazione e altri trucchi utilizzati dai cantanti e dai comunicatori, per migliorare la propria voce

In rete puoi trovare decine di video che ti possono aiutare.

 

 

Immagine di copetina by Tim Gouw on Unsplash