Relatech, Digital Solution Company nata nel 2001 e quotata su AIM dal giugno 2019, ha oggi oltre 200 dipendenti distribuiti in 4 sedi: Milano, Genova, Napoli e Rende (Cosenza). Perché ne parliamo? Perché collabora con diverse università, contribuendo alla crescita di giovani talenti e creando opportunità per il loro futuro. Ecco cosa fa insieme all’Università Magna Graecia di Catanzaro e altri poli universitari di ricerca e sviluppo.

Spesso sentiamo parlare di distanza tra università, luogo deputato alla ricerca scientifica e alla preparazione dei giovani al lavoro, e mondo delle imprese, proprio quando è evidente che le sfide sui mercati globali si vincono con l’innovazione tecnologica applicata e con brillanti giovani laureati che portano freschezza di idee ed entusiasmo nelle aziende.

In particolare, al Sud le imprese hanno difficoltà a sviluppare nuove soluzioni attingendo alla ricerca scientifica universitaria mentre c’è una manifesta incoerenza tra la percentuale di disoccupati che sale e la crescita di continua richiesta, non soddisfatta, di ‘talenti’ da assumere. Secondo l’ultimo rapporto di AlmaLaurea “Rapporti 2019 sul Profilo e sulla Condizione occupazionale (XXI edizione)” nel passaggio tra il diploma e la laurea il Nord “guadagna”, a scapito del Sud, capitale umano. Il 26,4% dei giovani del Sud e delle Isole migra per conseguire la laurea in atenei del Centro e del Nord, ripartendosi equamente tra le due destinazioni.

Come colmare questa distanza tra università e mondo del lavoro? E in che modo l’università al sud può contribuire a trattenere i giovani sul territorio?

Un esempio positivo c’è anche alle latitudini calabresi: è il modello di collaborazione che da anni applicano, nel settore ICT, il gruppo Relatech e l’Università Magna Grecia di Catanzaro.

Ne abbiamo parlato con Stefania Tessari, responsabile delle Risorse Umane di Relatech e Pierangelo Veltri, docente universitario all’Università Magna Graecia, rientrato in Italia nel 2002 dopo 4 anni di ricerca scientifica svolta all’estero.

“Relatech S.p.A. – spiega Stefania Tessari – è una Digital Solution Company nata nel 2001 che ha oggi oltre 200 dipendenti distribuiti in 4 sedi: Milano, Genova, Napoli e Rende (Cosenza). Il gruppo vede la presenza di diverse aziende tra le quali Ithea s.r.l. e OKT s.r.l. due realtà nate come spin-off universitarie votate alla ricerca e sviluppo di nuove tecnologie informatiche”.

Il segreto di una crescita così importante di Relatech?

Stefania Tessari, responsabile delle Risorse Umane di Relatech

“La capacità di impiegare i risultati della ricerca universitaria per nuovi sistemi e nuove applicazioni ICT a favore dei nostri clienti. L’opportunità di conoscere giovani che studiando tematiche d’avanguardia nel campo informatico, entrano precocemente in contatto con noi, si fanno apprezzare per il lavoro svolto su temi per noi concreti fino a trovare occasione di impiego nel gruppo” – risponde Tessari.

Come si conciliano gli interessi di università e impresa?

“La missione di formazione dell’università se supportata da un ambito applicativo è più efficace” – spiega il prof. Veltri – “La soddisfazione del docente è maggiore se si va oltre l’ambito teorico all’interno dell’università, se gli studenti e i laureati hanno modo di vedere realizzate le proprie ambizioni, la voglia di fare, i risultati dei loro sforzi nel mondo lavorativo e questo in modo veloce. Research and Job è alla base del modello che nel comparto ICT abbiamo promosso dando la possibilità agli studenti di confrontarsi in modo operativo con aziende reali, come Relatech”.

E in particolare per l’Università Magna Grecia?

Il principale vantaggio per l’Università risiede nell’opportunità di sperimentare, sul campo e attraverso soluzioni concrete, gli studi fatti. Le pubblicazioni scientifiche – continua Veltri – hanno più valore se suffragate immediatamente da sperimentazione e feedback dal mondo delle imprese. Dal lato studente questo lavorare insieme ad un’azienda su un progetto reale è un’opportunità di non poco conto. Oltre alla didattica curiamo attività, progetti, visite e incontri tra aziende e ateneo. Un giovane se ha occasione di fare delle esperienze operative ha modo di capire meglio quali siano davvero i suoi interessi ed indirizzare la sua vita lavorativa”.

Pierangelo Veltri, docente universitario all’Università Magna Graecia

Università-Industria, una relazione vincente?

“Come responsabile delle Risorse Umane – interviene Tessari – trovo molto importante avere occasione di conoscere giovani studenti e laureati già alla fonte. E non ci fermiamo ai profili meramente informatici. Da questo rapporto stretto con il mondo accademico abbiamo imparato ad allargare la nostra visione e constatare come i profili ibridi con studi di base umanistici possano, sviluppando competenze digitali, dare un importante contributo al nostro mondo informatico fatto prevalentemente di tecnici puri.

Un esempio concreto delle metodologie Relatech?

“Nel gruppo Relatech usiamo un sistema di gestione delle attività lavorative, battezzato Sistema Agile, che pone al centro del progetto il valore del team, che facilita la creazione di gruppi di lavoro abbastanza piccoli ma poli-funzionali, in cui si integrano tante competenze” – risponde Tessari che prosegue – “Il percorso formativo che proponiamo ai giovani laureati è un learning by doing svolto all’interno delle nostre software factory, su progetti concreti affiancati da figure senior. Per i ragazzi è molto gratificante perché vedono lo scopo del loro lavoro e ciò permette una crescita rapida delle loro competenze e del loro talento. Cerchiamo così di creare un ponte solido e continuo tra mondo accademico e mondo lavorativo”.

E l’Università?

“L’ateneo Magna Graecia ha dal 2002 un corso di Laurea in Ingegneria Informatica e Biomedica che consente una forte sinergia tra Ingegneri, medici, biologi e farmacologi, che insegnano e fanno ricerca nel Campus Universitario di Germaneto” – risponde Veltri – “Noi proviamo a mettere a disposizione delle aziende la ricerca scientifica e i nostri talenti, mentre le aziende, che hanno attitudine e competenze di business, provano a industrializzare i nostri risultati sul mercato. In mezzo ci sono le forme e gli accordi di collaborazione. Ci avvaliamo della collaborazione con le aziende per i gruppi di ricerca dell’università – prosegue Veltri – e così facciamo partecipare i nostri laureati e anche gli studenti già dal terzo anno a gruppi di lavoro o a programmi di formazione nelle aziende. I ragazzi apprezzano molto questo metodo perché misurano le loro idee e le loro competenze apprese su problemi concreti. Oggi i giovani devono imparare ad essere veloci. Un’idea innovativa può risultare già vecchia in 6 mesi, va sperimentata e deve evolversi rapidamente rispetto alle esigenze del mercato”.

Un esempio concreto di applicazione dei risultati di ricerca?

Prof. Veltri – “Un esempio concreto è stato la possibilità di applicare nuove tecnologie per sistemi di monitoraggio della voce come sistema di identificazione di anomalie e di eventuali patologie. Questo progetto ha vinto un premio grazie all’applicazione di tecnologia di IBM (Watson).

Altro esempio è quello di poter applicare tecnologie di Big data analysis nelle procedure di tracciabilità nell’agroalimentare. Soluzione applicabile in una azienda del sud, consente al consumatore finale di poter leggere tutto il percorso del prodotto che consuma. Questo lato ricerca include una collaborazione stretta tra ingegneri, biologi, farmacologi, nutrizionisti ed esperti di scienze veterinarie.”

Almeno un quarto dei ragazzi del Sud e delle Isole migrano al Nord per fare l’università. E’ dunque possibile invertire questa tendenza?

Noi di Relatech – afferma Tessari – abbiamo assunto tanti giovani nel Sud Italia tra Napoli e Rende. Continuiamo a cercare diversi profili da developer, data analyst, software engineer nonché altri con competenze manageriali per il project management.

“Certamente è possibile invertirla – conclude il prof. Veltri – ed il caso Relatech ne è un esempio ma altri se ne potrebbero fare. L’augurio è che questi casi non restino isolati ma che aumenti il numero delle aziende disposte ad investire nel Sud e dare occasione di lavoro ai nostri giovani.