Negli ultimi anni è diventata un’espressione di uso sempre più comune, soprattutto in ambito lavorativo e aziendale, quella di ‘talento digitale’: è chiaro che ci si riferisca a persone, solitamente giovani, con spiccate competenze in ambito digitale, ma cosa si cela esattamente dietro questa dicitura? Chi sono oggi i ‘talenti digitali’? Quali sono le loro caratteristiche e aspirazioni? Una recente ricerca della società di consulenza Boston Cosulting Group (BCG) ha cercato di tratteggiarne le caratteristiche, tra le quali ne spicca una in particolare: la propensione per la mobilità.

Oltre due-terzi degli esperti digitali si trasferisce per lavoro nel corso della propria carriera. E’ il dato forse più saliente della ricerca di Boston Consulting Group Decoding Digital Talent”, che ha analizzato le preferenze su mobilità e lavoro di circa 27mila talenti digitali provenienti da 180 paesi.

Come riportato da Digital4, quando parliamo di talenti digitali ci riferiamo a persone le cui competenze spaziano nei diversi settori delle professioni digitali, dal data mining (36%) alla programmazione e sviluppo web (28%), dal digital marketing (25%) al digital design (20%), dallo sviluppo di applicazioni mobile (25%) all’intelligenza artificiale e machine learning (14%), arrivando fino alla robotica e automazione (16%).

In prevalenza sono uomini (68%), laureati o con titolo di studio superiore (80%), solitamente non ricoprono ruoli manageriali (41%), il 29% appartiene al lower management, il 21% al middle management e il 9% al top management. In generale si tratta di persone che prediligono il lavoro nelle grandi imprese, alle dipendenze quindi, e a seguire il lavoro in proprio, le PMI e le startup.

Il talento digitale ha propensione per la mobilità, oltre il 66% del campione della ricerca si è dichiarato disposto a trasferirsi all’estero, inseguendo il proprio ideale lavorativo e l’equilibrio nello stile di vita, il cosiddetto work-life balance. L’attenzione alla qualità della vita è dunque una seconda caratteristica distintiva di questo tipo di professionisti, se non la motivazione stessa della facilità al trasferimento, posto che in ambito digitale la richiesta di professionisti non manca da nessuna parte e le preferenze di ‘luogo’ attengono quindi al trattamento retributivo e inquadramento professionale, i benefit, le opportunità di carriera e di apprendimento, l’ambiente lavorativo.

L’aspetto della mobilità, della nomadismo digitale, è un tema in realtà più ampio, che include anche un’ampio esercito di lavoratori freelance, e del quale abbiamo già trattato.

 

Fra le destinazioni più attraenti per i digital experts, l’Italia si colloca al decimo posto con il 10% delle preferenze, preceduta da Stati Uniti (40%), Germania (31%), Canada (27%) Australia (24%), Regno Unito (24%), Svizzera (15%), Francia (15%), Spagna (12%) e Giappone (11%). Le città più ambite sono Londra (24%), New York (19%) e Berlino (18%), la prima città italiana in classifica è Roma, che occupa la 28esima posizione.

Tra i talenti digitali, una nota a parte meritano gli esperti di Intelligenza Artificiale per i quali alcune caratteristiche generali appaiono più marcate: il gender gap (il divario di genere) è accentuato, gli uomini rappresentano il 72%, rispetto al 68% degli esperti digitali in generale; sono ancora più propensi alla mobilità, il 70% di loro è disposto a trasferirsi per lavoro, un po’ più rispetto al 66% degli esperti digitali in generale. Le preferenze degli esperti di IA per una destinazione di lavoro all’estero sono simili a quelle di altri esperti digitali. Le loro due scelte principali sono gli Stati Uniti (38%) e la Germania (34%), con le città di New York e Berlino ritenuti i principali centri tecnologici che offrono ampie opportunità di lavoro per le persone con le più recenti competenze.

Nell’immagine qui sotto la sintesi grafica delle caratteristiche dei talenti digitali.