Gli scorsi 8 e 9 giugno il Polihub di Milano ha ospitato una singolare maratona d’idee e di competenze: un business game tecnologico in cui la sfida era realizzare un prototipo funzionante di dispositivo a guida autonoma. A vincere “Innovathon” è stato il team “Palo” composto da Davide Vairetti, Lorenzo Prandi, Simone Tomé, Angelo Falci e Riccardo Cantoni, tre provenienti dalla facoltà di Informatica del Politecnico di Milano e due dall’Università di Pavia (Ingegneria biomedica e Scienze politiche), a cui è andato un premio in denaro.

“Un business game tecnologico in cui i giovani partecipanti si mettono concretamente alla prova, perchè hanno a disposizione sia risorse economiche che tempi limitati e devono decidere quali strategie adottare per realizzare un prototipo a guida autonoma funzionante e sufficientemente veloce da vincere sulla prova a circuito il primo e unico premio finale”. Così Stefano Mainetti, CEO di PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano, descrive Innovathon, l’hackathon di Leonardo che PoliHub ha ospitato e supportato con i suoi mentor lo scorso weekend. “Per gli oltre 40 giovani che abbiamo attentamente selezionato, provenienti da Università di tutto il Paese, è stata un’occasione preziosa per conoscere se stessi – continua Mainetti -, fare emergere le proprie attitutini e vivere in 48 ore l’esperienza di realizzare una startup lavorando gomito a gomito con il top management di un’azienda leader come Leonardo, che ha investito tempo, risorse e persone per offrire un banco di prova di alto livello a questi talenti. Tanto da decidere, vista la qualità dei partecipanti, di offrire ai team che si sono classificati e secondi e terzi la possibilità di partecipare all’evento Innovathon Day di Leonardo, il 21 giugno”.

Il business game, Innovathon, si è protratto per quasi 48 ore, l’8 e 9 giugno scorsi. Molti partecipanti, per completare nei tempi il prototipo, hanno lavorato all’interno degli spazi di PoliHub anche durante la notte tra sabato e domenica. Con la sorpresa di dover anche affrontare un improvviso cambio di scenario, una modifica delle regole di ingaggio imposta in dirittura di arrivo. L’hackaton ha rappresentato un’opportunità per i giovani universitari, specializzandi in discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), di mettersi alla prova ed entrare in contatto con il management di Leonardo che, alla luce delle performance, valuterà anche la possibilità di eventuali percorsi di inserimento in azienda.

L’obiettivo di questo tipo di eventi è stimolare i giovani partecipanti, offrire un’occasione di formazione alternativa e unica, mettere alla prova le proprie competenze, con la realizzazione di un progetto concreto: i partecipanti avevano l’occasione di dimostrare di possedere e saper gestire competenze e conoscenze necessarie per lavorare con successo all’interno di un’azienda altamente tecnologica, tra le prime dieci a livello globale nell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza come Leonardo. Questa la sfida lanciata agli oltre quaranta universitari selezionati, tra neolaureati e laureandi, provenienti da tutta Italia che hanno partecipato a “Innovathon”, l’hackathon di Leonardo ospitato sabato e domenica scorsi da PoliHub, Innovation District & Startup Accelerator del Politecnico di Milano e terzo incubatore universitario di startup al mondo, che ha collaborato all’iniziativa.
Capacità di innovazione, lavoro di squadra, gestione degli aspetti tecnici ed economici di un progetto, controllo qualità, prontezza di reazione di fronte ai cambiamenti di scenario, problem solving, gestione dello stress: sono stati diversi gli skill che i giovani, divisi in team, hanno messo in campo nella realizzazione di un prototipo funzionante di sistema a guida autonoma.

Affiancate e messe alla prova da ingegneri di Leonardo e da expert di PoliHub, che hanno fatto da mentor, le squadre hanno lavorato a tutte le fasi del progetto: dall’acquisto dei materiali su una piattaforma di eShop, all’ideazione, fino alla concreta realizzazione e messa in funzione del prototipo, testato poi su una vera e propria pista. Una competizione, dunque, durante la quale i team, oltre a dimostrare le proprie competenze nell’elettronica e nello sviluppo software, sono stati chiamati a gestire la sostenibilità economica e finanziaria dei propri progetti. A determinare la graduatoria finale non è stato, infatti, solo il tempo con cui i sistemi a guida autonoma hanno coperto il percorso, ma anche il budget utilizzato, la qualità del prodotto finale e l’esposizione dell’idea di fronte alla giuria.