L’anno Erasmus è per ogni studente universitario che lo vive qualcosa di memorabile. Una grande esperienza di vita, prima ancora che di studio, che arricchisce tanto, rafforza, mette a confronto con nuove realtà, forza a superare i propri limiti e zone di comfort. Ma presenta anche dei problemi: l’alloggio, l’adattamento, la socializzazione. Problemi che Giacomo Calabrese e Matteo Mirabella hanno vissuto da studenti in prima persona, cominciando a elaborare soluzioni, che sono sfociate in una piattaforma per community chiamata Dot-E. Ecco cosa fa, in un video.

Attualmente incubata da Speed Mi Up (l’incubatore per startup costituito dalla Camera di Commercio di Milano e l’Università Bocconi), Dot-E è la prima community di Erasmus viaggiatori in Europa. Attraverso la piattaforma ogni utente può cercare nuovi amici nella città in cui andrà, farsi consigliare, trovare ospitalità, e parallelamente diventare un ‘dotter’ offrendo questo stesso supporto ad altri studenti.

L’idea è certamente vincente: Erasmus, che nel 2017 ha compiuto 30anni, è stata una delle iniziative comunitarie più riuscite nella maturazione di un sentimento di appartenenza all’Europa, un’iniziativa che ha dato vita a una ‘generazione Erasmus’ composta da milioni di persone. Ma oltre alla costruzione di un senso di appartenenza, Erasmus ha permesso a milioni di studenti di fare esperienze di studio e di vita all’estero che forse in assenza di questa possibilità, non avrebbero fatto. Esperienza all’estero significa molte cose: approfondire una o più lingue, misurarsi con un altra cultura e nuove abitudini, mettere alla prova la propria autonomia, capacità organizzativa, la flessibilità, il problem solving. Significa avere nuovi amici e nuovi stimoli.

Dot-E permette di vivere al meglio questa esperienza mettendo a disposizione uno strumento che facilità l’incontro e l’amicizia, il superamento di diverse difficoltà e se si vuole, di rimanere in contatto oltre l’Erasmus.  Per chi sia in partenza o semplicemente curioso, questo è il sito.

Ma come progetto imprenditoriale, considerato che l’iscrizione è gratuita, come fa a stare in piedi?

Lo spiega in questo video uno dei suoi fondatori, Giacomo Calabrese.