Come artefatto dell’età moderna, l’intelligenza artificiale è lo specchio dell’odierna società e ne riflette difetti e ingiustizie. C’è un modo per innescare un circolo virtuoso che porti a una ‘responsible AI’ attraverso un miglioramento della società? E’ questa la prospettiva proposta dallo studente Davide Giacomini, finalista nella categoria ‘Human and Machine Interaction’ della nostra Disruptor Challenge, il contest realizzato U2B nei mesi scorsi. La sua ‘future vision’ ha colpito per la prospettiva out-of-the-box che propone, una prospettiva che porta a riflettere sulla vera radice dei problemi che lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale porta oggi con sè: che tipo di società (e di persone) vogliamo essere. Di seguito, le riflessioni di Davide Giacomini.

Regolarmente centinaia di migliaia di turisti, da ogni angolo del pianeta, intraprendono un viaggio verso l’Egitto. Lo scopo: visitare la Grande Piramide di Cheope nella pianura di Giza. Per decine di anni gli egittologi si sono concentrati su questa splendida struttura, studiandola da ogni possibile punto di vista, con diversi metodi e tecnologie, cercando di carpirne tutti gli aspetti. Al di là dell’innegabile bellezza della architettura egizia ciò che ha spinto, e spinge tutt’ora, turisti e studiosi a questo tipo di comportamento è l’irrefrenabile voglia di comprendere e conoscere una delle più interessanti e suggestive culture della storia: la società Egizia.

Ciò che si può estrapolare da questo breve excursus è che, fondamentalmente, qualsiasi artefatto risulta essere specchio della società che lo produce (da reperti come le Piramidi definiamo le caratteristiche delle culture che li hanno prodotti), nessuno infatti nel 2018, benché sia più facile dal punto di vista tecnico, costruirebbe mai una tomba alta 150 metri, poiché non in linea con la nostra società. L’Intelligenza Artificiale, seppur in forma diversa (principalmente virtuale), è anch’essa da considerarsi come un artefatto, e, per tale motivo, risulterà essere specchio della nostra società. Seguendo questo principio possiamo dire che solo una società giusta e con saldi principi morali darà (in media) alla luce una serie di applicazioni di Intelligenza Artificiale che rispecchieranno tali principi.

 

 

Il secondo punto su cui vorrei soffermarmi invece riguarda l’effetto che lo sviluppo della tecnologia ha sulla società stessa. Negli ultimi 300 anni l’umanità ha attraversato tre rivoluzioni industriali, arrivando ad affrontare, nel nostro periodo storico, la quarta. L’innovazione tecnologica ha portato con sé un decisivo aumento globale della qualità della vita e del benessere, aumento che, come è facile immaginare, incontra il suo apice ai giorni nostri. Il solo aumento dell’aspettativa di vita, indicatore fondamentale per analizzare il benessere di una popolazione, ci aiuta a comprendere meglio questo fenomeno: negli ultimi 15 anni la crescita della aspettativa di vita globale è stato dell’8,2%; indice che il benessere sul nostro pianeta è in continua crescita.

 

 

Possiamo immaginare dunque, che una società che riesce a soddisfare tutti i suoi bisogni primari in modo più efficace e più efficiente sarà spinta ad avere, avendo più tempo e risorse, atteggiamenti più giusti ed etici, risultando al tempo stesso più responsabile ed inclusiva: una nazione che è capace di innovare aumenterà il suo livello di benessere che, di conseguenza, impatterà positivamente sulla società stessa dal punto di vista etico-morale.

Al fine di supportare questa mia teoria ho voluto analizzare la correlazione, risultata decisamente positiva, tra due indicatori relativi a diverse nazioni: la spesa di una nazione per la ricerca e sviluppo (Innovazione) e il “Social & Moral Index”, indicatore stimato “The Human Foundation” che tiene in considerazione diversi fattori come salute, rispetto dei diritti umani e livello di corruzione.

 

 

 

A questo punto assistiamo ad un ribaltamento della prospettiva, la domanda non è “Come creare una AI più inclusiva?” ma “Come creare una società migliore attraverso l’AI?” tale società a sua volta darà alla luce applicazioni di Intelligenza Artificiale più responsabili ed inclusive (essendo esse, come ogni artefatto, specchio di chi le genera). Si innesca così un circolo virtuoso che gradualmente andrà a migliorare il mondo in cui viviamo.

 

 

Fonti

https://data.worldbank.org/indicator/GB.XPD.RSDV.GD.ZS?view=chart

http://www.treccani.it/enciclopedia/piramidi_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/ http://apps.who.int/gho/data/view.main.SDG2016LEXREGv?lang=en http://www.humantruth.info/social_and_moral_index.html