Una recente indagine condotta da ForceManager tra i giovani tra i 22 ed i 37 anni [su un panel di 300 ragazzi intervistati], mette in luce le aspettative e i desideri delle nuove generazioni rispetto al mondo del lavoro. Spiccano la voglia di fare impresa e di lavorare in una startup, di avere autonomia e flessibilità attraverso lo smart working e la disponibilità a rinunciare a un normale stipendio “competitivo” se venisse offerto loro un pacchetto retributivo che comprende bonus e stock option (cioè quote della società), collegati direttamente al rendimento dell’azienda.

Se il mondo del lavoro sta cambiando, richiedendo sempre di più attitudini imprenditoriali, questa indagine dimostra che i giovani cominciano a cavalcare questo cambiamento. Abbandonata la cultura del ‘posto fisso’, molto cara alle generazioni precedenti, i giovani italiani di oggi (stando alla fotografia scattata da questa indagine di Forcemanager) hanno altre ambizioni, in particolare quella di ritagliarsi una posizione lavorativa gratificante e coinvolgente al di là dello stipendio vero e proprio. Un lavoro che sia più aderente a nuove abitudini e stili di vita, che conceda autonomia, flessibilità; e un datore di lavoro che si prenda cura anche del loro benessere come persone.

Il 35% dei millennial intervistati ha dichiarato che, se potesse, preferirebbe lavorare in una startup anziché in una più blasonata azienda multinazionale (preferita comunque ancora dal 47%).

La startup offre l’idea ai giovani di poter contare su una più reale e grande opportunità di crescita, anche personale (40%); tra le altre motivazioni, i giovani indicano la possibilità di misurarsi con ruoli differenti (30%) e la possibilità di accedere alle stock option (17%) condividendo fin da subito al rischio d’impresa.

Lo stipendio è diventato meno rilevante per i giovani: il 52% degli intervistati considera benefit e lavoro agile più importanti della cifra indicata nella busta paga. Si dicono addirittura disposti a rinunciare a una quota di remunerazione pur di poter sfruttare programmi di smart working o lavorare da remoto per gestirsi autonomamente i tempi del lavoro e della vita privata, come vuole la cultura sempre più diffusa e in grande ascesa del nomadismo digitale. 

Per il 75% dei giovani è fondamentale sentirsi coinvolti nel progetto aziendale per il quale lavorano.

 

 

 

Per quanto riguarda i ritmi e gli orari di lavoro,  il 53% preferirebbe un orario di lavoro tarato sui ritmi nord-europei. Ossia: ingresso in ufficio presto e pausa pranzo ridotta allo stretto necessario, con l’obiettivo di tornare a casa non più tardi delle 17.30.

Anche il rapporto con gli strumenti digitali in ambito lavorativo cambia: il 78% dei millennial italiani, oggi, controlla le email praticamente sempre, senza alcuna soluzione di continuità tra lavoro e vita privata. Nel 62% dei casi lo fa attraverso l’uso dello smartphone personale. Tuttavia il 35% degli interpellati è fiducioso nel fatto che l’intelligenza artificiale e gli assistenti vocali potranno renderanno ancora più semplice la gestione della comunicazione lontano dall’ufficio.

 

(fonte: AI4Business)