La regola del P.O.R.C.O. l’ha inventata un illustre giornalista italiano, Beppe Severgnini. Forse l’hai già sentita nominare, ora ti spieghiamo in cosa consiste e come può aiutarti nella stesura del testo della tua Tesi di Laurea, la cui scrittura può dare problemi anche agli studenti più preparati, ma meno portati per l’espressione scritta.

Prima di tutto, ci permettiamo di scomodare Severgnini in persona per spiegare in cosa consiste la regola del P.O.R.C.O.

 

 

Come applicarla alla Tesi di Laurea

La regola del P.OR.C.O dunque è Pensare, Organizzare, Rigurgitare, Correggere, Omettere. Come possiamo applicare queste fasi alla stesura della nostra tesi?

1) Pensare
Nella fase del pensare c’è tutto il lavoro di brainstorming che puoi fare prima e dopo aver concordato l’argomento con il relatore. Bisogna trovare un titolo preciso, definire il recinto dell’argomento stesso, ricercare e ragionare sulle fonti bibliografiche. Di ausilio in questa fase possono essere la definizione e  ricerca di parole chiave, molto utili per il lavoro sulle fonti.
2) Organizzare
Dovete stendere un indice provvisorio che porti in modo coerente, ben strutturato, limpido dal punto A del tuo ragionamento (la tua ipotesi) al punto Z della conclusione, cioè la risposta alle ipotesi avanzate. Di aiuto in questa fase le mappe concettuali, che permettono di visualizzare in modo efficace argomenti e sotto-argomenti (che diventeranno capitoli e sottocapitoli) e di trovare collegamenti tra loro.
3) Rigurgitare
Si comincia a scrivere. Lo scrivere di getto, senza pensarci molto, come dice Severgnini non sembra direttamente applicabile per tutti i generi di tesi. In realtà, lo è. Non significa dare corso alla fantasia e scrivere baggianate, ma lasciarsi trasportare dall’argomentazione, senza filtri e senza porsi in questa fase troppi limiti e paletti. E’ la fase in cui scrivi la prima bozza della tua tesi.
4) Correggere
Momento di massima importanza, quello in cui serve maggiore pazienza, perché è proprio adesso che dovrai stare attento alla coerenza del discorso e delle fonti. Dovrai anche fare una valutazione stilistica, grammaticale, ortografica. In questo, puoi farti aiutare, perché spesso l’autore di un testo a furia di ritornarci sopra non vede più alcune tipologie di errori, come piccoli refusi o la chiarezza di una frase.
Ricordati che le parole straniere vanno evidenziate con il corsivo, di inserire la fonte in grafici, tabelle, immagini, di compilare come si deve le note e la bibliografia.
5) Omettere
Non sarà la lunghezza della tesi a fare la differenza, deve essere lunga il necessario. Non deve essere barocca nello stile: troppi aggettivi, troppe congiunzioni o avverbi, frasi troppo lunghe, ostacolano la chiarezza. I giornalisti dicono ‘meno scrivi, meno sbagli’, nel senso che ogni frase in più, ogni parola non necessaria è una chance data all’errore per fare capolino.
Tutto chiaro?
Tieni duro, stai per uscire dal tunnel e questo è quello ti aspetta…in bocca al lupo!