E’ sotto gli occhi di tutti il caso ‘datagate’ legato al più popolare social network del mondo venuto alla luce nei giorni scorsi. La vicenda ha riportato a galla un tema che spesso sottovalutiamo, quello dell’autotutela dei dati personali. Cosa bisogna fare per evitare che i propri dati vengano risucchiati in un vortice libero di diffusione che può ritorcersi contro di noi? Ecco alcuni consigli.

Con un lungo post su Facebook e una sorta di ‘discorso alla nazione’ sulla CNN,  Mark Zuckerberg è uscito allo scoperto sul caso Cambridge Analytica e prova a “rimediare” annunciando un piano per fare fronte alla situazione. Come avrai letto in questi giorni Cambridge Analytica è unasocietà di analisi e marketing che ha lavorato anche per la campagna di Trump e della Brexit, e che pare abbia utilizzato i dati di circa 50 milioni di elettori americani soffiati attraverso un’app che girava su Facebook. Secondo due inchieste parallele del Guardian e del New York Times, questi dati sono stati usati per scopi elettorali e le inchieste hanno costretto il social, oltre che a chiudere il profilo della società di analisi, a difendersi dalle accuse di non tutelare abbastanza la privacy dei suoi utenti.

Zuckerberg si è fatto carico delle sue responsabilità,  “la fuga di dati colpa mia” ha detto, messo spalle al muro dai miliardi bruciati in Borsa in pochi giorni, la class action annunciata negli Usa, la convocazione dei vertici europei, l’inchiesta anche in Italia avviata da AgCom.

Nel suo post ha anche indicato i passi che verranno fatti per rendere Facebook un luogo più sicuro per i dati degli utenti, ad esempio verificando tutte le applicazioni che hanno avuto accesso a una grande quantità di dati e bandendo  quelle con attività sospetta.

 

“Se troviamo sviluppatori che hanno abusato delle informazioni di identificazione personale, saranno banditi”

 

 

 

 

Si impegna inoltre a informare puntualmente le persone sull’uso improprio dei dati e a limitare
la quantità di dati forniti quando un’app si collega a Facebook.
Inoltre si incoraggeranno le persone a gestire le app che utilizzano e si semplificherà le modalità di accesso alla gestione delle app. 

 

Ma tutto questo sarà sufficiente?

Certamente per i cittadini europei una barriera ulteriore all’uso improprio di dati personali sarà costituita dall’entrata in vigore del GDPR, regolamentazione a cui dovranno sottostare non solo aziende europee ma anche società che trattano i dati di cittadini europei, come Facebook. Come avevamo già spiegato su privacy e GDPR in questo articolo, il regolamento istituisce dei diritti in capo alle persone, tra i quali in particolare ci sono quelli che vengono in soccorso in casi di uso abusivo e improprio dei dati personali:

  • il diritto all’oblio, cioè la possibilità di richiedere quando ci si cancella da un servizio (ad es.Facebook) la cancellazione di tutti i propri dati pregressi non più rilevanti rispetto allo scopo originale per il quale erano stati forniti
  • il diritto al consenso e ad essere informato in modo trasparente, con linguaggio comprensibile a tutti, sull’utilizzo effettuato dei dati personali
  • il diritto di accesso alle modalità con cui i propri dati vengono trattati
  • il diritto di essere informato sulle violazioni dei propri dati personali (“data breach”, notificazione di una violazione di dati, entro 72 ore )

Non è poco quello che questi diritti possono garantire, ma vediamo anche di andare oltre, vediamo come possiamo autotutelarci immediatamente e praticamente dal ‘furto’ di dati personali.

Prima cosa da fare è leggere attentamente questa pagina ‘Privacy’ di Facebook, che contiene le spiegazioni di come il social network tratta i nostri dati, per quali scopi, con quale estensione. Spesso viene saltata, perché è lunga da leggere in tutte le sue parti, ma vale la pena fare lo sforzo per difendere la nostra identità digitale, i nostri dati personali e quelli dei nostri amici.

Si vedrà, anche di seguito, che gli strumenti che già FB mette a disposizione per proteggere i propri dati ci sono, ovviamente con molte limitazioni circa quello che poi un utente può fare. E’ qui che si dovrebbe giocare la partita degli interventi futuri del network.

Come controllare quali app hanno accesso al tuo account Facebook ed eliminarle

Da quando esiste Facebook Connect, cioè il sistema che permette di registrarsi su siti, servizi, o scaricare app e giochini vari semplicemente connettendosi attraverso un bottone ‘Iscriviti con Facebook’ abbiamo tutti accumulato sul nostro profilo più app di quanto pensiamo, senza considerare poi le app che girano e che installiamo direttamente dentro il social. Diciamo la verità, pochi di noi vanno a verificare periodicamente cosa succede dentro il proprio account FB , siamo sempre connessi per postare e dare i nostri like, ma raramente andiamo su ‘impostazioni’, la sezione in cui possiamo settare diverse cose, tra cui le app.

Facciamolo insieme.

Vai sulla tua pagina FB e tra le iconcine in alto a destra sulla barra blu vedrai la freccetta, cliccaci su e si aprirà una finestra che quasi in fondo contiene la parola impostazioni.

Entra quindi in impostazioni e nella pagina che si apre guarda a sinistra l’elenco di varie cose che da qui puoi settare, quasi in fondo trovi anche la parola app.

Ci siamo: clicca e reggiti forte perché potresti anche non essere preparato a vedere quanta roba c’è che ha accesso ai tuoi dati e che tu non sai, o non ricordi, nemmeno cosa sia. Se in questa zona del tuo account Facebook non sei mai entrato, ma lo usi spesso e usi spesso internet, potresti avere da qualche decina fino a diverse centinaia di app, che , se per te sono una totale sorpresa, saranno anche settate nel peggior modo possibile con accesso completo ai tuoi dati e in alcuni casi a quelli dei tuoi amici.

Se  scorri con il mouse sopra i bottoni delle app vedrai che hai a disposizione due scelte: X per cancellare; pennina per editare.

Armati di pazienza e procedi per gradi, sopratutto se sono tante, e sii drastico: procedi con la cancellazioneuna per una di tutte le app che non conosci, non hai mai sentito, ti suonano strane, non ti interessano, non hai mai usato o non usi più. Il peggio che ti potrebbe succedere è di doverti reinstallare qualcosa. Quante ne sono rimaste? ancora tante? ricomincia da capo con l’operazione, siamo quasi sicuri che davvero tutta quella roba non ti serve.

Naturalmente tutti i dati che in questo frattempo sono stati ‘condivisi’ difficile dire che fine fanno: si può richiedere agli sviluppatori dell’app di rimuovere le informazioni, ma è difficile verificare che sia stato fatto.

Secondo step: ti sono rimaste un po’ di app che vuoi salvare, va bene, però gestisci il settaggio. Ogni bottone ha la matita per entrare nella pagina che permette di stabilire quali infromazioni vogliamo condividere, cliccaci su e leggi riga per riga cosa vuoi consentire a quall’applicazione. A volte le voci rimandano ad ulteriori link su altre pagine Facebook, non arrenderti, vai a leggerle.

Non è finita qui. Uno degli aspetti più subdoli delle applicazioni su FB, se non vengono settate, è che possono accedere alla lista dei tuoi amici. Dal loro punto di vista,  i tuoi dati possono essere accessibili dalle app dei tuoi amici.  Ma c’è un modo per evitarlo e lo trovi nella stessa pagina di impostazioni-app su cui abbiamo lavorato finora.

Scendendo al di sotto del blocco con i bottoni delle app vedrai un riquadro come quello in immagine.

La sezione che ci interessa è ‘Applicazioni usate dagli altri’ entra in modifica e cominciare a gestire, ovvero metti o leva la spunta sulle varie tipologie di informazioni che ti sta bene condividere con le app dei tuoi amici. Se vuoi avere il massimo del controllo togli la spunta su tutte, non sai in definitiva che tipo di app potrebbero installare tutti i tuoi amici. Ovviamente questo comporterà qualche limitazione, dice FB, nella condivisione di giochi o altre applicazioni sociali.

C’è ancora un altro passo che puoi fare se vuoi restringere ancora di più ciò che Facebook può fare con i tuoi dati: vai alla sezione ‘Applicazione, siti web e plugin’, è la piattaforma che prima abbiamo chiamato Facebook Connect che permette l’integrazione tra FB ed altri siti, può essere attiva o disattiva. Nel secondo caso, naturalmente,  non sarà più possibile accedere ad altri siti web e applicazioni usando Facebook (e qualche altro limite). Qui si tratta di scegliere: comodità o privacy?

D’altro canto, se facciamo diventare nostra abitudine fare ogni tanto un giro su ‘impostazioni’, eccedere nelle restizioni per cautelarci può non essere necessario.