Ci sono esperienze di studio all’estero importanti che possono significare moltisso per l’avvio della propria carriera. Ma come fare per recuperare le risorse economiche necessarie, quando non si è proprio dei figli di papà? Il personal crowdfunding può essere una possibilità che ci permette di seguire le nostre passioni.

Completare il proprio percorso di apprendimento e migliorare le proprie competenze, o partecipare a un progetto in ambito universitario all’estero, in un importante Università come il leggendario MIT di Boston, può essere un gradino importante, addirittura un trampolino per la propria carriera.

Ma, oltre a dover essere ammessi sulla base del proprio curriculum o di un’idea progettuale, bisogna prepararsi ad affrontare l’aspetto economico: anche se si è stati così bravi da accedere a una borsa di studio, difficilmente questa riuscira a coprire anche le spese necessaie per vivere all’estero per un periodo di tempo che può variare da alcune settimane a diversi mesi. Non sempre la questione è di facile risoluzione. Si può fare affidamento sul finanziamento da parte della famiglia se si è fortunati, si può lavorare per un periodo e mettere da parte i soldi, si può anche sottoscrivere un prestito bancario in alcuni casi. Un’altra opportunità è quella offerta dal personal crowdfunding, cioè la ricerca di fondi attraverso una piattaforma online.

E’ quello che ha fatto l’italiana Rachel Hentsch Spadafora con altre due ragazze incontrate in un precedente corso al MIT, che si sono definite ironicamente MITSisters e hanno lanciato una campagna di personal crowdfunding su Indiegogo, conclusasi con successo nei giorni scorsi raggiungendo la cifra target di 7000 dollari.

In un articolo scritto per Startupbusiness, Rachel racconta come si affronta una campagna di questo tipo da un punto di vista psicologico, che lei ha sintetizzato nella teoria dei “4 coraggi”:

1. Il coraggio di lanciarsi ed esporsi

Ci sono sempre momenti in cui da una posizione di bilico, bisogna decidere: sì o no. Avviare un crowdfunding non è roba da poco…….

2. Il coraggio di chiedere: soldi e aiuto

Poi arriva il prossimo scoglio, durissimo: sto andando a chiedere soldi alla gente. La botta di umiltà è quasi cocente. Sto praticamente elemosinando? Questo è un momento tosto, dove devo fermarmi, respirare a fondo, e riflettere: quanto ci credo in quello che sto intraprendendo?

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3. Il coraggio di ascoltare e apprendere

A campagna lanciata, l’avventura non era finita, ben al contrario. Dopo aver trascorso quasi 48 ore molto intense a diffondere la campagna a tappeto via email, telefonate e post sui social media, e giusto quando pensavamo di poter fiatare un attimo, hanno cominciato ad arrivare le prime lezioni dall’esterno. E’ qui che diventa importantissimo non chiudersi in un’attitudine difensiva (come verrebbe da fare) bensì reagire positivamente, rimanendo in ascolto per formulare nuove proposte e soluzioni………

4. Il coraggio della spinta, della perseveranza e della gratitudine

La strada del crowdfunding è lunga, intensa, estenuante, a volte scoraggiante. Piena di alti e bassi. Non c’è nulla di più bello che ricevere una misura tangibile della fiducia altrui nella tua persona e nella tua missione: e vedere avvicinarsi il tuo traguardo, 10%, 40, 70%, ci siamo quasi!

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