E’ noto che oggigiorno LinkedIn sia la piattaforma social più utilizzata nel mondo business e fra i recruiter. Mediamente i recruiter dedicano 6 secondi a ogni profilo, è quindi decisamente importante che la prima impressione, a colpo d’occhio, che deve fare il tuo profilo sia non semplicemente positiva, ma d’effetto.

Un articolo di Time, prende spunto da una recente ricerca, per individuare quali siano le 6 cose principali (una al secondo) che i recruiter guarderanno nei profili personali che prendono in esame quando sono impegnati in attività di “head hunting”.

Ecco quali sono:

  1. Stai sorridendo nella foto? – Non è indispensabile che la nostra foto sia professionale o particolarmente ricercata, ma certamente aiuta che sia chiara e ci mostri sorridenti. Il sorriso offre un’immagine positiva e più comunicativa della persona.
  2. La tua headline è sensata? – L’headline (cioè la riga di descrizione che compare subito sotto il tuo nome nella pagina profilo) è la prima cosa che dici di te e che deve avere senso in ottica business. Se facebook o twitter e altri social ci hanno insegnato a descrivere noi stessi con creatività e fantasia, Linkedin richiede professionalità. Anche se sei appena entrato nel mondo del lavoro (e quindi, non hai ancora una vera e propria “professionalità”) sulla base del tuo percorso formativo indica quali sono le competenze e i ruoli che potresti (e vorresti) ricoprire.
  3. Il tuo profilo è aggiornato? Tieni aggiornata la tua pagina come se fosse il tuo CV . Scrivi le nuove esperienze lavorative e, visto che il neolaureato ancora non ha una lunga carriera da descrivere, indica in modo accurato le esperienze di stage, il background formativo, esperienze all’estero, esperienze anche di volontariato, ecc. Se hai svolto uno stage positivo in un’azienda (che sai essere stato positivo anche lato azienda…) , magari proprio nell’ambito lavorativo che ti interessa coltivare, prova a chiedere via Linkedin una raccomandazione ai tuoi “boss”.
  4. Chi sono le tue connessioni? – Certamente il network di connessioni su Linkedin non si sviluppa in pochi giorni: per un neolaureato è sopratutto un’indicazione da tener presente in prospettiva. Nell’immediato però è bene non farsi scappare nessuna opportunità per costruire il nostro network professionale: cogliamo occasioni come lo stage, gli eventi, incontri formativi o anche le possibilità offerte dalla rete per chiedere connessioni e arricchire le nostre relazioni.
  5. Qual è il tuo background formativo? – I recruiter spesso chiedono al motore di ricerca Linkedin di mostrare nei risultati (della figura professionale che cercano) solo persone con un certo grado scolastico e universitario, con un certo tipo di laurea o specializzazione, con MBA, i laureati di determinate Università. Insomma, bisogna ricordarsi che i recruiter impostano ricerche su Linkedin, non vagano nel network a caso, per cui ogni informazione su di noi che scriveremo potrà essere utilizzata dalla search del sito per arrivare a noi.
  6. Hai Endorsment o Raccomandazioni? – Sono i due modi attraverso i quali su Linkedin è possibile “fare il tifo” per una persona. Gli endorsement sono più veloci e immediati, ma sicuramente le raccomandazioni, che richiedono l’impegno in chi le fa di mettersi a scrivere una referenza precisa, hanno un peso superiore.

Per un approfondimento su questo tema ti consigliamo la lettura del report “Keeping an eye on recruiter behaviour”.