Il Social Media Manager è una delle figure specializzate più richieste dal mercato digitale. Diventarlo richiede molto studio e impegno, considerando anche la velocità con cui le innovazioni si avvicendano nell’universo Social.  Chiara Gemma Somasca, Social Media Specialist di Digital 360 Group, ci ha aiutato a capire di più di questa professione – e  ha fornito qualche “dritta” utile a chi, da grande, vuole fare il Social Media Manager.

Ciao Chiara, grazie della tua disponibilità. Di cosa si occupa il Social Media Manager? Descrivici, nello specifico, quali sono i tuoi compiti e la tua giornata lavorativa tipo.

chiara gemma somascaUn Social Media Manager si occupa normalmente di tutta l’attività di coordinamento strategico e operativo dell’area social media di un’azienda o della digital agency in cui lavora. Si interfaccia pertanto con i vari Community Manager, Social Media Specialist/Strategist/Analyst appartenenti al suo team che attuano le sue indicazioni sulle singole community che seguono, blog inclusi.
La mia giornata tipo di SMM prevede il controllo sin dal mattino presto dei post pubblicati la sera/notte precedente con individuazione di eventuali criticità e azioni da intraprendere. Una volta arrivata in ufficio, se tutto tranquillo, mi accerto dell’esecuzione dei singoli Piani Editoriali per community e brand, mi confronto con il team su idee/spunti/punti da migliorare e/o cambiare, monitoro l’esito di specifiche campagne in corso. 

Se invece ci sono situazioni critiche, soprattutto per la brand reputation, mi coordino con i team coinvolti (customer service, logistica, amminstrazione ecc.) in modo che vengano risolte nel miglior modo possibile. Il fattore tempo sui social è fondamentale. Infine ricerco nuove strategie digital partendo dall’analisi interna dei dati come l’esterna dei competitor.

Come si diventa SMM? C’è un percorso di studi specifico? Quali sono i percorsi formativi (corsi, master) che consiglieresti a chi voglia intraprendere la tua professione? E tu come hai cominciato?

Oggigiorno esistono una serie di corsi universitari, post universitari e privati dedicati alla materia. Quando ho iniziato io nel 2010 non esistevano o erano veramente ai primi albori. Personalmente sono sempre per la pratica sul campo, indi va benissimo un workshop introduttivo ben fatto, ma poi è importante trovare la propria strada. L’unica via è testare ogni singola community dall’interno iscrivendosi, facendo ricerche on line ed off line.
Esistono tutta una serie di letture ad hoc. In Italia si parla di digitale da 15-20 anni, ma in realtà sono appunto gli ultimi 5-7 anni che l’hanno visto arrivare alla ribalta e di conseguenza dare spazio a queste nuove professioni. Mi occupo di comunicazione da più di 12 anni. All’epoca avevo un background in agenzia di comunicazione, lato PR, ed event management. Durante una delle prime Social Media Week qui a Milano sentii parlare del ruolo di community manager oltre che di blogger. Un amico che conosceva la mia passione per i social da autodidatta, divenuto da poco Direttore Vendite Italia di una nota startup e-commerce, mi chiamò per il lancio delle campagne di Natale su Facebook e Twitter e da lì nacque tutto.

Quali sono le fonti (giornali, riviste di settore, web magazines, webinar) che consiglieresti per rimanere costantemente aggiornati sulle novità SMM? Quali i programmi e gli applicativi da padroneggiare assolutamente?

Ci sono tantissimi siti da seguire, specifici per interessi. Per citarne solo alcuni di quelli internazionali:

http://www.skande.com/
http://www.adweek.com/
http://thenextweb.com/
http://techcrunch.com/
http://www.theverge.com/

E’ importante saper utilizzare diversi tool di programmazione come: Buffer, Hootsuite, Tweetdeck, Iftt ecc. e quelli di analisi come: Facebook Insights, Twitter Analytics, ma soprattutto Google Analytics. Vi sono poi vari social listener che analizzano il diffondersi del brand o notizie legate ad esso con dashboard customerizzabili su KPI definiti a priori come, ad esempio, quanti tweet, quanti retweet, chi ha condiviso cosa. Anche qui solo per citarne alcuni: Brandwatch, Blogmeter, Talkwalker, Buzzosumo, SocialMention, Social Measured.

Quanto guadagna, mediamente, un professionista SMM? In quali realtà professionali (aziende, NGO, Associazioni…) è maggiormete richiesto e può trovare un impiego?

Michael Page (una delle più conosciute società di head hunting a livello mondiale) annualmente emette un report aggiornato sulle RAL (retribuzione Annua Lorda). Tutto dipende dagli anni di esperienza oltre che dalle capacità. Il Community Manager Junior o Senior che sia, è un ruolo molto ricercato sia in azienda che in Agenzia di Comunicazione. Qualsiasi brand oggi vuole essere sui social, magari a torto, e ha bisogno di qualcuno che gestisca fisicamente i profili. Dal Social Media Specialist/Strategisti/Analyst a salire è invece un tema di organizzazione e necessità. Realtà strutturate e multi brand hanno bisogno di varie figure per presidiare adeguatamente tutti i social nella maniera più strategica.

Oggi si parla molto dell’Instant Marketing come di una nuova frontiera per stabilire relazioni con i clienti, esistenti e prospettivi. Puoi dirci qualcosa in più a riguardo – compreso qualche suggerimento per implementare azioni di Instant marketing efficaci?

Beh sicuramente è molto efficace quanto veloce, soprattutto in ambito B2C (business to consumer). Il consumatore finale è infatti più incline e recettivo a questo genere di attività. I casi Ceres, Nutella, Kinder sono oramai dei classici. Richiedono senz’altro tempismo, creatività e rilevanza, tre fattori non sempre a disposizione di tutte le realtà. Puntano al brand awareness e in un periodo di conversion rate spesso non è un concetto facile da far assimilare internamente.

Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn, solo per citarne alcuni. Come scegliere i social più efficaci per una campagna di marketing?

La risposta è dipende. Il brand e i suoi prodotti determinano sempre delle decisioni di comunicazione e posizionamento che oggi non prescindono dai social. Meglio presidiare uno o due canali bene, piuttosto che tutti e male. Le community vanno “nutrite” di contenuti nuovi/rilevanti/ingaggianti e “accudite” con un presidio costante. A domanda dare risposta nel minor tempo possibile, scegliendo in caso di non rispondere, mandando un segnale, ma appunto in modo consapevole.

L’autrice: Mariateresa Amatulli, 24 anni, ha conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università di Macerata nel 2014. Attualmente è iscritta al corso di Laurea Magistrale in International Politics and Markets, presso l’Alma Mater di Bologna, nella sede di Forlì.