Nel momento in cui ti contattano telefonicamente per fissare un colloquio, tu puoi apparire estremamente entusiasta verso la proposta, ma la partita si gioca di persona.

Il colloquio vero e proprio è quello che devi affrontare concretamente relazionandoti di persona con i recruiter ed è in quella circostanza che devi dimostrare di essere la persona giusta e fortemente motivata per ricoprire il ruolo che l’azienda sta cercando.

In questo articolo ti illustreremo 8 cose che possono compromettere la buona riuscita di un colloquio di lavoro:

 

  • Interrompere l’interlocutore: durante un colloquio ci sono i momenti in cui la parola sta a te – e qui è giusto che tu parli – ed i momenti in cui è il turno dei recruiter. Subentrando nel discorso di una persona, mentre sta parlando, darai l’impressione di essere irrispettoso e maleducato e questo ti farà perdere ogni possibilità di essere preso, sebbene tu possa possedere tutti i requisiti per ricoprire la posizione.
  • Non riconoscere i tuoi punti deboli: una domanda che frequentemente viene posta ai candidati durante i colloqui di lavoro è “Quali sono i tuoi difetti?”. Mentre la domanda opposta, “Quali sono i tuoi pregi?”, è di più facile risposta, riconoscere i propri difetti non è altrettanto immediato. È tuttavia un aspetto a cui l’HR da molto peso, quindi preparati una risposta a questa domanda prima di presentarti al colloquio.
  • Non dimostrare familiarità con l’azienda o col suo prodotto: le aziende apprezzano molto quando i candidati, oltre ad informarsi sulla storia e sull’attuale condizione dell’azienda, dimostrano di aver dimestichezza e padroneggiare nel dettaglio ciò che riguarda l’azienda ed il prodotto da essa offerto.
  • Presentarsi in ritardo per il colloquio: questo comportamento è interpretato dalle aziende come una mancanza di rispetto nei loro confronti ed una scarsa affidabilità. Se già al primo colloquio non riesci a presentarti in orario, sicuramente ci saranno poi problemi di questo tipo anche una volta avviata la collaborazione lavorativa.
  • Non rispondere chiaramente ad una domanda: i recruiter apprezzano molto quando, ad una domanda, i candidati rispondono in maniera puntuale e specifica. Rispondere divagando e in maniera poco precisa rispetto alla domanda posta è interpretato dai recruiter come un grosso problema di comunicazione.
  • Screditare i vecchi datori di lavoro: sebbene la tua passata esperienza lavorativa possa averti deluso, non sbilanciarti in commenti negativi durante il colloquio con il potenziale nuovo datore di lavoro, poiché lo porterai a pensare che una volta terminata la vostra collaborazione, tu andrai altrove a parlare male anche di lui.
  • Essere troppo nervosi: un po’ di agitazione durante un colloquio è del tutto normale. Ciò che tuttavia non è ben visto dai recruiter è l’essere troppo nervosi, o meglio, il non riuscire a controllare e gestire le proprie emozioni. In ambienti di lavoro “frenetici”, serve essere in grado di lavorare sotto stress, senza farsi sopraffare dalle emozioni.
  • Vestirsi scorrettamente: l’abbigliamento ed il look con cui un candidato si presenta ad un colloquio sono la prima cosa che viene notata. L’impatto visivo conta moltissimo, quasi al pari delle competenze. È dunque molto importante presentarsi con un abbigliamento consono ed adatto alla circostanza. Si tratta anche di una forma di rispetto verso chi ti farà il colloquio.