Quando ti candidi per una posizione lavorativa, la reazione dei recruiter può essere di tre tipi: “Sembra un candidato interessante!”, “Non ha i giusti requisiti”, oppure “Potrebbe fare al caso nostro, forse”.

Nel primo caso, lo step successivo è che ti contattino. Negli altri due casi, non sempre l’azienda fornisce un feedback e spesso i candidati rimangono nel dubbio, senza sapere se il loro profilo sia stato valutato positivamente.

Ecco le cose che puoi fare per trasformare il “Forse” in un’opportunità:

  • Assicurati che i file che invii, Curriculum e/o Cover Letter, siano visualizzabili. Questo può suonare come un consiglio banale, ma in realtà non lo è! Può succedere che il formato o l’estensione del file che carichi non siano compatibili con gli standard richiesti dall’azienda per la quale ti stai candidando. Fai molta attenzione, dunque, ai giusti requisiti perché i tuoi file siano apribili da parte dell’azienda.
  • Indirizza la Cover Letter alla persona giusta. Nell’era che stiamo vivendo, grazie a internet, LinkedIn e agli altri social network, è possibile scoprire, senza troppe difficoltà, chi sia la persona giusta a cui indirizzare la tua lettera di presentazione. Questo aspetto è valutato positivamente dalle Risorse Umane delle aziende ed è proprio un accorgimento come questo che può fare la differenza nella selezione.
  • Cura la tua online reputation. È curioso sapere che ciò che fanno i recruiter, appena ricevono i CV dei candidati, è guardare i loro profili social (Facebook, Instagram, Twitter ecc…). In questo modo, attraverso ciò che emerge dai tuoi profili social, trasmetterai una prima impressione di che persona sei e la prima impressione è quella che conta più delle altre.
  • Sii “Googleable”. Oltre ai profili sui social network, nell’era in cui viviamo, i recruiter cercano il nome dei candidati su Google. Ciò che puoi fare, ad esempio, è provare a digitare il tuo nome nel motore di ricerca e vedere quali risultati escono. Se hai un profilo LinkedIn ti suggeriamo di controllare che compaia tra i primi risultati della ricerca: nell’era digitale non basta essere sui social, bisogna essere anche su Google!