Abbiamo già parlato delle Competenze Digitali – tutte le abilità inerenti all’utilizzo di Computer, web e strumenti informatici – e abbiamo individuato alcune iniziative e progetti che ne promuovono lo sviluppo e l’acquisizione.

Oltre ad essere estremamente utili nel quotidiano, le competenze digitali sono richiestissime nel mercato del lavoro. E lo stesso settore digitale, come evidenziato dal rapporto Assinform del 2015, è uno dei settori che hanno registrato una flessione positiva nell’anno trascorso, e che promettono di mantenere un andamento positivo anche per il nuovo anno.
Proporzionalmente, la domanda di figure in grado di utilizzare efficacemente gli strumenti digitali crescerà, come evidenziato anche dall’Unione Europea all’interno della sua Strategia 2020.

Abbiamo quindi deciso di porre qualche domanda ad un professionista del mondo dell’IT, Lorenzo Brini, che da anni lavora nella Digital Agency Dreamgroup e si occupa di progetti di web marketing integrato e campagne di social media marketing, per ricevere qualche suggerimento utile sulle dinamiche del settore.

I: Buongiorno Lorenzo, grazie per la tua disponibilità. Puoi descriverci come si sta evolvendo secondo te il panorama delle professioni digitali?

In Italia il mercato digitale si sta assestando. Per fortuna, si sta anche sfoltendo la giungla di professionisti improvvisati che si era formata negli anni scorsi.

Ad oggi la figura professionale di cui agenzie e imprese hanno bisogno  è una figura flessibile, che sia in grado di agire in veste di consulente dell’imprenditore, più che da “puro tecnico”. Per quello che riguarda la realtà delle agenzie di comunicazione, l’epoca delle agenzie attive a 360° sta terminando: occorre specializzarsi, come agenzia, e come figura in maniera verticale.

 

I: Quali sono le figure più richieste al momento dal mercato digitale? E quali pensi possano essere nel medio-lungo termine?

Dal web designer al programmatore, dal copy all’esperto SEO al project manager, tutte le figure ricoprono un ruolo importante. Al momento, però, vedo soprattutto la necessità di figure che sappiano gestire i contenuti, nel senso più ampio del termine. Che sappiano scrivere un testo per un blog, trovare immagini coerenti, strutturarlo in ottica SEO, per poi inserirlo nei vari piani editoriali dei social aziendali gestiti coerentemente con il linguaggio e le tecniche che ogni social richiede e con la natura del brand o dell’azienda per cui si lavora. Inoltre, questa figura dovrebbe avere competenze anche nell’ambito della lettura e dell’intepretazione delle statistiche relative ai siti, social, newlsetter e a tutti gli strumenti digitali utilizzati.

 

I: Quale consiglio daresti a chi voglia intraprendere una carriera nell’ambito del digitale al temine di un percorso universitario “tradizionale”?

Il mio consiglio è quello di formarsi di continuo. E per formazione non intendo solo la frequentazione di corsi, ma una formazione quotidiana e continua su tutti i temi del digitale, ricercando le tecniche e le best/worst practices attuate da grandi e piccole aziende nelle strategie digitali, leggendo dai blog, seguendo webinar e cercando di frequentare eventi nazionali (e non) in cui poter incontrare professionisti del settore con cui confrontarsi. Ah, ed ovviamente conoscere fluentemente almeno l’inglese.

 

I: Quali caratteristiche cerca una digital agency in un potenziale collaboratore?

E’ difficile trovare una risposta che sia universalmente vera, in realtà la differenza la fa la qualità della persona. Conta quanto questa è in grado di essere attenta, apprendere velocemente e continuamente, formarsi e, in ogni azione, mirare ad un obiettivo di marketing più ampio, che vada oltre il semplice aumento di like o di visualizzazioni.

Bisogna sviluppare queste qualità e, contemporaneamente, riuscire a “scaricare a terra” le nozioni apprese nel proprio percorso di studi. Se si rimane troppo legati a quello che si apprende all’università senza integrarlo con la formazione acquisita giorno per giorno sul campo diventa impossibile essere efficaci.

 

I: Lavorare da Freelance… è una buona idea per iniziare?

E’ una buona idea se chi la sceglie è convinto che sia una buona idea per lui/lei, per il suo stile di vita e per il suo carattere. Essere freelance è un po’ essere un one-man band e sicuramente è un inizio smart a bassissimo investimento che consente di fare esperienza, ed inoltre oggi le agenzie fanno spesso ricorso ai freelance piuttosto che inserire risorse in pianta stabile. Questo perché, quando il rapporto di collaborazione tra un’agenzia e un il cliente divenga stabile, solitamente le esigenze del cliente aumentano, e si rende necessario curare più aspetti, da quello grafico alla programmazione, che richiedono il supporto di diverse figure professionali che non sempre sono già presenti in agenzia.

 

I: Un’ultima domanda: quali sono le caratteristiche ideali del “professionista del digitale”?

Qualsiasi professionista del digitale dovrebbe essere in grado di stabilire gli obiettivi della strategia digitale fin dall’inizio. Inoltre, il professionista del digitale deve avere la capacità di immedesimarsi nella prospettiva del cliente, per poterlo aiutare a raggiungere i suoi obiettivi: ad esempio l’aumento del fatturato, della brand awareness, o della generazione di lead.

 

Formazione continua, attenzione, voglia di mettersi in gioco, capacità di ascolto e di guardare oltre gli obiettivi di medio-lungo termine: il professionista digitale del futuro è una figura flessibile, dotata di competenze tecniche e soft skills. Nei prossimi articoli del blog analizzeremo alcuni strumenti che possono essere utili per iniziare ad apprendere le tecniche di utilizzo di alcuni strumenti digitali.

 

L’autrice: Mariateresa Amatulli, 23 anni, ha conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università di Macerata nel 2014. Attualmente sta frequentando un corso di laurea magistrale in Scienze Diplomatiche, in particolare l’indirizzo International Politics and Markets.
Nel corso degli studi triennali ha collaborato spesso con web magazine e redazioni.