Installare un programma, disinstallare i fastidiosissimi add-on, sapere che cos’è un add-on. E ancora, riuscire a trovare le informazioni che ci interessano sui motori di ricerca, cambiare le impostazioni di privacy sui social, sbloccare un computer in crash. Sono tutti esempi di competenze digitali: conoscenze sul mondo dell’informatica e del web che possono notevolmente facilitarci la vita, anche – e sempre più spesso -, facendoci trovare un lavoro.

Che ormai la tecnologia sia di diritto entrata a far parte della nostra quotidianità non è una novità; quello che lo è, invece, è che le competenze digitali sono ormai caratteristiche imprescindibili di ogni buon professionista che si rispetti. E di ogni aspirante tale.

E’ per questo che qui su U2B ci è capitato spesso di soffermarci sull’argomento, e da oggi abbiamo deciso di dedicargli un’intera rubrica che fornisca informazioni, dritte e strumenti per affinarle.  Prima, però, è necessario qualche chiarimento.

L’Unione Europea ha recentemente inaugurato la nuova strategia per la crescita, “Europa 2020”, che individua strumenti, iniziative ed azioni programmatiche volte al raggiungimento di 5 macro obiettivi per il continente. (qui e nei prossimi articoli potrete trovare maggiori informazioni a riguardo). L’Ue ha delineato anche 6 orientamenti per le politiche economiche degli Stati membri: fra di essi, anche “Sfruttare al meglio il sostegno a R&S e all’innovazione, rafforzare il triangolo della conoscenza e liberare il potenziale dell’economia digitale”. L’Italia ha quindi sviluppato una propria Agenda Digitale, all’interno della quale le competenze digitali sono delineate come tutte quelle abilità nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione che consentono di reperire, valutare, trasmettere e comunicare informazioni, partecipando a “reti collaborative tramite internet”. Per estensione, anche la nonna alle prese con il suo primo profilo Whatsapp è impegnata nello sviluppo delle sue competenze digitali, e colmando l’inevitabile gap generazionale, riuscendoci compirà un piccolo passo per entrare a far parte della comunità di fruitori del web (da qui, il concetto di inclusione).

Le competenze digitali sono divise in tre tipologie: le competenze di base (o di digital literacy), che concernono in generale l’utilizzo del computer e dei suoi applicativi più semplici; le competenze specifiche, definite come capacità di applicare conoscenze, abilità e attitudini per raggiungere risultati nel mondo del business, e le competenze di e-leadership, degne di ogni pro(fessionista) che si rispetti, rigurdanti la capacità di apportare innovazione nei progetti dell’azienda o dell’organizzazione per cui si lavora.

Come tutte le competenze, siano esse sociali o linguistiche, le competenze digitali (dette anche e-skills) richiedono studio e pratica per essere acquisite. E come dicevamo qualche riga sopra, l’obiettivo di questa rubrica sarà proprio quello di fornire informazioni su come farlo al meglio, anche nel nostro piccolo.

Nella prossima puntata esamineremo quali sono i programmi Europei per le e-skills, cosa sta succedendo in questo senso nel nostro Paese, e come ritrovare i progetti più vicini a noi. Continuate a seguirci.

L’autrice: Mariateresa Amatulli, 23 anni, ha conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università di Macerata nel 2014. Attualmente sta frequentando un corso di laurea magistrale in Scienze Diplomatiche, in particolare l’indirizzo International Politics and Markets.
Nel corso degli studi triennali ha collaborato spesso con web magazine e redazioni.