Nell’articolo “Imparare l’imprenditoria a scuola”, vi abbiamo illustrato come le cose siano in continuo cambiamento nell’ambito del fare impresa. Il profilo di imprenditore che abbiamo delineato è caratterizzato specialmente dalla giovane età e dal fatto di avere una grande idea nella testa e di voler tentare di realizzare il proprio sogno.
In termini assoluti, il contributo che i giovani under 35 hanno dato alla crescita della base imprenditoriale, tra Aprile e Giugno, è stato del 54% sul totale trimestrale complessivo. Tale contributo risulta ulteriormente rilevante guardando i tassi di crescita delle imprese: il tasso di crescita trimestrale dell’imprenditoria giovanile, infatti, ha conseguito un +3,6% a fronte dello 0.6% raggiunto dal complesso delle imprese.

Ma qual è il motivo di questa forte ripresa? Da un lato si può pensare che sia rinata nei giovani la passione verso l’imprenditoria, ma dall’altro lato si punta il dito contro la necessità giovanile di “cavarsela da soli”. Lo scenario del nostro Paese, infatti, purtroppo, è ancora caratterizzato da un tasso di disoccupazione molto elevato e ciò ha portato numerosissimi giovani a cercare di dare origine ad una propria impresa, stimolati dai primi, timidi cenni di ripresa economica.

Quali sono le principali caratteristiche di queste nuove iniziative imprenditoriali? Dal quadro generale emerge che circa il 76% delle neo-imprese giovanili nasce nella forma di impresa individuale (è composta da un solo membro) e se ne registra una quota consistente nel Sud del nostro Paese, specialmente in Calabria, Campania e Sicilia. In queste zone, circa il 40,6% delle iniziative imprenditoriali, sul totale delle nuove imprese del Mezzogiorno, è di fondazione giovanile.

I settori su cui le imprese giovanili del nostro Paese hanno scelto di puntare sono il commercio, in cui ne sono nate circa 6500 nel trimestre di riferimento, i servizi di alloggio e ristorazione, in cui ne sono nate circa 2800, e le costruzioni, in cui le nuove imprese sono state pari a 2300.

La nascita di queste nuove realtà imprenditoriali ha senza dubbio contribuito anche alla ripresa di altri settori correlati e non deve dunque essere escluso che il motore della ripresa economica del nostro Paese possa essere proprio la rinascita dell’imprenditoria made in Italy.

Ed ecco che dall’indagine trimestrale condotta da Unioncamere-Infocamere, sulla base del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, è emerso che il profilo sopra delineato corrisponde alla realtà. Dall’indagine Movimprese, infatti, emerge che tra Aprile e Giugno 2015 le nuove imprese aperte in Italia da persone di età inferiore ai 35 anni sono state quasi 32mila, numero che corrisponde ad una media di circa 300 iniziative imprenditoriali al giorno.