Il posto fisso non calza alle nuove generazioni. Non è un fallimento, ma un dato di fatto ricco di risvolti positivi per chi è pieno di energie e possiede idee da spendere in un ambiente sempre più dinamico. La libertà diventa il principio cardine per un’ottima resa, non più la proiezione di un futuro lavorativo stabile che, inesorabilmente, è diventato incerto per tutti.
Ai tempi della scorsa generazione, una volta finito il percorso di studi era usuale intraprendere un periodo più o meno lungo di gavetta per poi raggiungere una posizione a tempo indeterminato. Il lasso di tempo intermedio era un passaggio necessario che non tutti tenevano in grande considerazione.

Oggi, al contrario, sono le esperienze pre-lavorative ad aver assunto un’importanza fondamentale. A seconda della quantità e della qualità delle esperienze fatte, i ragazzi sono valutati e scelti per la loro intraprendenza e flessibilità. Sono proprio queste caratteristiche a maturare nel momento in cui si entra nell’ottica di acquisire sempre più conoscenze in ambiti diversi, anche prima della fine del percorso di studi.

Una volta preso il ritmo all’università, è bene cominciare a guardarsi intorno per capire da quale campo si desidera partire. Dopodiché bisogna costruire il proprio curriculum, anche seguendo le dritte che spesso  vengono date da alcune università, altrimenti informarsi sul web su come far valere le piccole esperienze accumulate, oppure le caratteristiche positive che si pensa possano essere adatte per il ramo da noi prescelto.

Non è sempre vero che le aziende rifiutano chi non ha esperienze lavorative precedenti. Anzi, sono sempre di più quelle che accolgono studenti per uno stage o un tirocinio di breve durata che, oltre a servire spesso come trampolino di lancio per essere selezionati da altre aziende, spesso offrono la possibilità di collocamento una volta concluso il periodo.

Tuttavia, esiste molta diffidenza da parte dei giovani, ma soprattutto da parte dei genitori che vedono il proprio ragazzo impegnato in un lavoro non retribuito. Superare questo grande ostacolo mentale, aprirebbe gli occhi verso l’incredibile vantaggio che si ricava dall’accumulo di esperienze così variegate.

Infatti, non solo il curriculum viene accresciuto, ma soprattutto un giovane riesce a chiarire le proprie idee su cosa veramente si sente portato a fare. Nella situazione opposta, ovvero la ricerca spasmodica di una sistemazione fissa fin da subito, per quello che offre il mercato del lavoro, vi è il rischio insito di essere catapultati in un ambiente non costruito intorno a noi, dove è oltremodo difficile sperare in un avanzamento di carriera.

Ovviamente, come in tutti i campi, bisogna prestare attenzione a non accumulare un numero eccessivo di esperienze non retribuite, perché oltre a risultare anti economico, a lungo andare potrebbe essere addirittura un cattivo biglietto da visita.

Una volta arricchito il curriculum con il giusto quantitativo di impieghi a breve termine, la mossa più opportuna è spedirlo dove sappiamo potrebbe esserci il posto giusto per noi. Infatti, proprio la gavetta tornerà utile per privilegiarci rispetto a chi si presenta alla prima esperienza.

Uno dei vantaggi più importanti dell’aprirsi alla nuova ottica proposta coinvolge anche la qualità del servizio reso. Spesso infatti, nello svolgere la stessa mansione per tutta la vita si rischia di precipitare in una eccessiva specializzazione, pratica che non sempre offre una soluzione adeguata a chi si rivolge al nostro servizio. Al contrario, chi avrà immagazzinato più esperienze lavorative saprà destreggiarsi con più facilità e fornire un aiuto e una prestazione di qualità nettamente superiore.

Flessibilità e creatività sono i nuovi pregi da esibire ed incrementare per il mondo del lavoro. Non rifiutare, ma solo rimandare la scelta del posto fisso è la strategia vincente per districarsi nel mondo dei lavori precari e trovare il mestiere che ci farà esprimere al massimo.

L’autrice: Giovanna Spiga, 20 anni, frequenta il terzo anno del corso di Economia e Management per Arte, Cultura e Comunicazione, presso l’Università “Luigi Bocconi” di Milano.

Ha partecipato alla gara “Ti piace scrivere? Aiutaci a creare contenuti per il blog!” perché ha voluto mettersi alla prova attraverso la piattaforma di University2Business e capire se poteva iniziare a coltivare la sua passione per la scrittura e, in particolar modo, quella per il giornalismo.