Il Consiglio Nazionale della Green Economy ha presentato un pacchetto di proposte al Governo e al Parlamento, contenente sei temi specifici quali:
1. Fiscalità ecologica
2. Clima e energia
3. Agricoltura sostenibile
4. Risorse idriche
5. Rifiuti
6. Crescita e occupazione verde

Il Consiglio, composto da 66 organizzazioni di imprese green, ha indirizzato le sue proposte ai Ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, al Presidente del Consiglio e al Sottosegretario con delega agli Affari europei, ed ai Presidenti delle Commissioni Ambiente e Attività produttive di Camera e Senato.

Per quanto riguarda la Fiscalità ecologica, il Consiglio nazionale della Green Economy propone di attuare le ripetute indicazioni provenienti dall’Ocse e dalla UE per poter rimuovere e individuare i sussidi pubblici dannosi per l’ambiente e dare, così, attuazione agli indirizzi di contabilità ambientale utili a misurare il valore del capitale naturale e dei servizi eco-sistemici.

Per quanto riguarda il tema del Clima e dell’Energia, il Consiglio Nazionale della Green Economy propone a Governo e Parlamento di “sostenere incisive misure europee con l’identificazione di tre target distinti -ambiziosi e legalmente vincolanti- per le emissioni di gas serra, le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica e la ripartizione degli impegni tra gli Stati Membri attraverso un meccanismo di burden sharing che includa anche meccanismi periodici di verifica dei risultati associati a sistemi premiali o sanzionatori”.

All’interno di quello che è definito il Pacchetto delle Proposte, il Consiglio Nazionale della Green Economy sollecita l’esecutivo ed il Parlamento a “promuovere modelli di agricoltura sostenibile e di qualità nell’ambito della nuova Pac portando a termine la revisione del regolamento sulla produzione biologica”, a “sostenere un’iniziativa europea per il riutilizzo delle acque reflue”, ad “affrontare i nodi aperti a livello europeo in materia di rifiuti dando attuazione alle linee guida europee per la prevenzione della produzione dei rifiuti”.

In risposta alla crescente importanza della green economy per il futuro dell’industria italiana, le Università stanno puntando ancora di più su competenze che riguardano il settore: lo dimostrano, ad esempio, i 5 corsi di laurea (3 triennali e 2 biennali) presenti all’Università della Tuscia in Biotecnologie, Tecnologie Alimentari ed Enologiche e Scienze Forestali e Ambientali o il Master in Green economy management, già alla sua terza edizione.

Ad oggi perciò gli studenti universitari possono avere una formazione e ottenere le capacità migliori che consentono loro di realizzare progetti in linea con i principi della green economy e offrire consulenze alle aziende.

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