Vi siete mai chiesti se l’intelligenza da sola basta per riuscire ad affrontar bene un colloquio di lavoro?

Innanzitutto, le risorse umane incaricate di selezionare il personale guardano il CV dei candidati, il loro titolo di studio, le loro qualità di leadership e la loro integrità personale.

Inoltre, alla domanda “Quali sono le tre cose che cercate in un candidato?” il CLO Angela Dorn della società Single Stop USA ha risposto dando questi consigli:

– “Motivazione: la prima cosa che si guarda in un candidato è ch’egli voglia davvero quel posto di lavoro, e non che semplicemente sia alla ricerca di un’occupazione, guardando anche se nel proprio CV il candidato ha già avuto esperienze in ambiti simili e se riesce a trasmettere di avere sinceri interessi nella mission dell’azienda che lo sta valutando. Inoltre spesso gli ambienti lavorativi sottopongono i dipendenti a condizioni di stress elevate, e solo con grande motivazione in ciò che si fa si riesce ad affrontare questo genere di difficoltà. È dunque essenziale esser motivati e mostrare durante un colloquio di lavoro di voler “a tutti i costi” ricoprire la posizione aperta in gioco.
– Coraggio: prima o poi nel lavoro ogni dipendente incontrerà inevitabilmente situazioni sfidanti, ed è essenziale far emergere già dal colloquio di lavoro un atteggiamento di “posso farcela”, mostrando solidità nell’affrontare un problema e mettendo in luce quali strategie mettere in campo per affrontarlo.
– Intelligenza unita al buon senso: si tratta di due qualità molto ricercate dalle risorse umane durante i colloqui di lavoro, per ragioni diverse. Una persona qualificata, intelligente, è in grado di apprendere le componenti tecniche e le skills necessartie per affrontare un lavoro. Una persona di buon senso riesce ad affrontare e gestire le sfumature di un lavoro ed essere uno straordinario performer. Le RU dunque, durante i colloqui, non guardano solamente all’intelligenza derivante dalla formazione che i candidati hanno alle spalle, ma la valutano congiuntamente al buon senso che i candidati dimostrano di avere durante i colloqui. Il buon senso è ritenuto infatti importante al pari dell’intelligenza e della formazione, se non addirittura, in alcune situazioni, ancora più rilevante. È possibile dimostrare il proprio buon senso, oltre che durante il colloquio stesso, con una buona lettera di presentazione, scritta correttamente, in modo chiaro ed esaustivo.”
Fate tesoro di questi consigli e in bocca al lupo per i vostri colloqui futuri!