Qualche mese fa una delle più grandi imprese e brand globali, la Coca Cola, ha sostituito la classica figura del direttore marketing (Chief Marketing Officer), con un growth hacker (Chief Growth Officer). E’ diventato il caso emblematico del successo di questa nuova figura professionale, il growth hacker, che rappresenta l’evoluzione del marketer tradizionale. Un tipo di professionalità nata negli ambienti startup, ma dotata di competenze che ne hanno determinato il successo in aziende e organizzazioni di ogni dimensione.

In un articolo di qualche tempo avevamo già parlato della professione ‘growth hacker’ facendocela raccontare da un esperto  ‘in persona’: Raffaele Gaito. 

Raffaele è ormai considerato uno dei principali esperti italiani e ha appena pubblicato un libro (tra i primi in italiano e di un italiano sull’argomento) intitolato “#Growth hacker – Mindset e strumenti per far crescere il tuo business” (ed. Franco Angeli), di cui potete leggere gratuitamente il primo capitolo a questo indirizzo così scoprirai se ti piace l’argomento e sarai libero di decidere se approfondire ulteriormente.

Per quale motivo te lo stiamo consigliando è facile intuirlo: è una delle professioni digitali in maggiore ascesa, è la quintessenza delle professioni digitali, in quanto assembla skill differenti, in parte tecniche, in parte business, in parte creative. Come dice Raffaele nel suo libro ‘ il growth hacker non è uno specialista, non vuole diventare il migliore in una disciplina, ma che vuole padroneggiare più discipline possibili. E’ una persona ossessionata dai dati, ma che fa leva su una forte creatività’.

Questa guida è adatta a tutti: a chi si sta ancora chiedendo cosa vuol fare da grande, a chi sta esplorando il mondo delle nuove professioni richieste dal mercato, a chi sta già studiando marketing ma vuole sapere quali lacune colmare per entrare nel marketing di oggi, ai programmatori che nella vita non vogliono solo scrivere codice, persino a chi ‘ha studiato psicologia ed è affascinato dagli aspetti di persuasione e dalle dinamiche di viralità del growth hacking’.

La lettura del libro è concepito per essere un primo passo verso l’obiettivo ‘essere un growth hacker’ e contiene tantissimi riferimenti ad altre fonti, corsi online, metodi e sistemi per apprendere e mettersi in gioco in questa nuova professione.

A questo punto potresti domandarti: ma io, sarò portato per il growth hacking?

Domanda lecita, alla quale Raffaele nel suo libro risponde già nelle prime pagine, indicando attitudini, soft skill, che contraddistinguono questa figura professionale.

  • HA SPIRITO IMPRENDITORIALEè capace di assumere rischi e responsabilità in prima persona
  • E’ DISCIPLINATOil growth hacking è un processo con passi ben definiti
  • E’ UN LEADERil growth hacking è un lavoro di team, in cui però c’è un capo che guida e motiva tutti gli altri
  • E’ UN PORTAVOCEil growth hacker deve evangelizzare tutta l’azienda sui concetti di crescita e data-driven
  • E’ ORIENTATO AI DATIil processo è guidato dai dati, non dall’istinto
  • GESTISCE IL PROCESSO, NON IL TEAMla leadership serve per guidare non gestire operativamente il team

Se parti già da una base attitudinale di questo tipo hai già il mindset giusto per diventare un growth hacker. Tra parentesi: così come i data scientist, i growth hacker sono professionisti molto richiesti e di conseguenza vengono pagati molto. Per una stima, in US dove la professione si è già ‘consolidata’, lo stipendio medio è di 140mila dollari annui.

Per concludere guarda il video di Raffaele sui 5 miti da sfatare nel growth hacking!