Suona come una provocazione, ma il fenomeno è noto tutti: quante volte ci siamo preprarati ammazzandoci sui libri per prendere poi un voto mediocre, ma abbiamo dato il massimo in quell’esame per cui abbiamo studiato meno? A volte è fortuna, o forse, studiare troppo non significa necessariamente studiare bene, anzi rischia di essere controproducente. Per affrontare al meglio la preparazione agli esami ecco un po’ di ‘trucchi’.

La docente di psicologia clinica presso il dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano-Bicocca
Maria Grazia Strepparava fornisce una serie di indicazioni che riguardano l’organizzazione del lavoro di studio, la motivazione e lo stato psico-fisico. Ne riportiamo alcune (vai al link originale per leggerle tutte).

 

Farsi un’idea generale delle nozioni da acquisire. Per prepararsi a un esame o a un test è molto importante avere chiaro il quadro complessivo della quantità di tempo e impegno necessari: prima si fa questa operazione, più sarà facile pianificare e organizzare lo studio.

Preparare mappe concettuali. Si tratta di strumenti molto utili per agevolare lo studio. Le mappe concettuali consentono di collocare le conoscenze dentro una rete e permettono di memorizzare meglio i nessi logici tra i concetti.

 

Fare attività fisica. Prepararsi per un esame richiede un lavoro regolare. Ma è importante avere un’adeguata “igiene di vita”, che vuol dire mangiare bene, dormire bene e fare attività fisica. Tutto ciò permette di mantenere attivo l’organismo e, quindi, anche la mente: è inutile sovraccaricarla quando è stanca. L’attività fisica aiuta il recupero psicofisico e consente di riprendere le attività di studio in condizioni migliori. È fondamentale, poi, svolgere attività che diano gratificazione, attività divertenti, sia da soli sia con gli amici.

 

 

Avere un progetto alternativo. Quando affrontiamo una prova, vale la pena ricordarsi che è solo una delle molte cose che stiamo facendo nel nostro percorso di vita e che non ci stiamo giocando tutto in quell’occasione, anche se importante. È utile e funzionale, perciò, avere dei progetti di vita alternativi e avere la capacità di immaginarsi in altri mondi possibili, diversi, non dei progetti “di serie B”, ma altre ugualmente ricche linee di vita. È importante che l’eventuale mancato superamento del test non venga preso come fallimento di noi come persone, “non sono capace di fare nulla”, “non valgo nulla”, “non combinerò nulla di buono”,  come una delle tante prove che affrontiamo nel corso della nostra vita e che questa volta non è andata bene. Può valere la pena, questo sì, di capire se il mancato superamento dell’esame dipende dal non aver capito cosa andava studiato, dal non aver studiato abbastanza o dal fatto che ci si è fatti prendere dall’ansia. In questo modo è più facile valutare cosa bisogna cambiare se si decide di riprovare.

Sul punto ‘attività fisica’ vogliamo aggiungere qualcosa e consigliarti di prepare anche un workout che può accompagnare il peridodo di preparazione all’esame.  Vai al sito Darebee: sei già una persona dinamica e allenata puoi andare direttamente ai programmi Hero’s Journey…a tutti gli altri che non fanno mai nulla consigliamo di scaricare stampare e attaccarsi davanti agli occhi 3 programmi, quello qui di seguito ‘3 minutes yoga’, perfetto per un veloce break aspettando il prossimo caffè; la challenge 10.000 Jumping Jacks’, perchè saltare riattiva la circolazione e ossigena il cervello; la challenge ‘water’, mai dimenticarsi di bere, purifica.