E’ improbabile che tu già conosca qualcuno che si presenta come “innovation designer”. Una figura professionale nuova, eclettica, che dovresti prendere in considerazione prima che diventi un territorio super affollato. Formare questo tipo di professionalità è l’obiettivo del Samsung Innovation Camp, organizzato da Samsung Electronics Italia in collaborazione con Randstad e Università Cattolica di Milano, che sarà presentato con un roadshow che toccherà nei prossimi giorni diversi atenei italiani, dal sud al nord.

Samsung Innovation Camp nasce  per accompagnare i giovani italiani – laureati, laureandi, così come diplomati, disoccupati che non abbiano ancora compiuto 30 anni – in un percorso formativo sull’innovazione e aprire ai giovani nuovi scenari professionali.

Ma cosa fa l’innovation designer?

Il ruolo richiede competenze digitali, di marketing, comunicazione, design dei servizi e sarà una figura sempre più centrale in tutte le aziende. E’ una figura consulenziale, quindi si può svolgere da “freelance”, ma è fondamentale la sua capacità di lavorare in team, empaticamente, all’interno della aziende in cui viene richiesta la sua collaborazione.

Per dirla con Samsung, l’innovation designer rappresenta “un ponte tra aziende e consumatori finali intercettando i bisogni degli utenti per ottimizzare le esperienze di acquisto e fruizione, e al contempo creare nuove opportunità di business per la propria impresa”.

Samsung Innovation Camp mette a disposizione degli studenti una piattaforma di e-learning costituita da una dashboard di lezioni e contenuti di approfondimento multimediali divisi in 7 moduli da fruire online, della durata di circa 15 ore, uniti a 23 ore di sessioni creative e interattive in aula, organizzate dall’Università Cattolica, e tenute da esperti accademici. Alla fine di ogni modulo è prevista una fase di test, per verificare il livello di apprendimento acquisito da ogni studente. Gli argomenti del corso toccano i temi più interessanti dello scenario digitale contemporaneo, dalle nuove prospettive di marketing digitale agli elementi di business analytics e project management, fino all’analisi di alcuni casi di successo in ambito digitale. Gli studenti che portano a termine l’intero percorso dell’Innovation Camp riceveranno un Titolo di Alta Formazione e avranno diritto a richiedere il riconoscimento fino a 3 Cfu.

Per presentare il progetto sta per partire un roadshow che toccherà nei prossimi giorni alcuni atenei italiani: il 26 aprile l’università di Foggia, 28 aprile l’Università Cattolica di Milano, poi l’Università degli Studi di Salerno a Fisciano (3 maggio), le Università Sapienza (9 maggio) e Tor Vergata (18 maggio) di Roma, e la Federico II di Napoli (11 maggio).

 

La mappa delle competenze dell’innovation designer

Una bella definizione di innovation designer, fornita dallo studio canadese di innovation designThe Moment , è questa: un Innovation Designer è il professionista dotato di competenze diversificate che gli consenteno di supportare le organizzazioni nella transizione da dove sono ora a dove dovranno essere domani.  Fondamentale è la formazione cosiddetta T-Shape: cioè, la competenza approfondita in un settore specifico, ma accompagnata da una più ampia serie di ulteriori conoscenze che rendono quella persona elastica e capace di pensiero laterale.

 

Lo studio The Moment ha realizzato una mappa delle 12 competenze che formano la professionalità dell’innovation designer, competenze che attengono alla business strategy, al service design, alla ricerca, al cambiamento delle organizzazioni, all’apprendimento. Qui è possibile prendere visione o scaricare il documento.

Secondo quanto viene sottolineato in questa mappa, si tratta di una professione per la quale il continuo processo di apprendimento attraverso il “fare” è basilare per raggiungere l’apice stesso della carriera, cioè diventare un cosiddetto “esperto“,  un’autorità riconosciuta nel settore con un comprovato successo. La scala per diventare esperti passa da noviziato, apprendistato, praticantato.